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ARTI MARZIALI, WÜRSTEL E STREGHE

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“Da bambina guardavo il profilo delle colline dalla mia cameretta, e già il mio mondo grigio e piccolo mi andava stretto: sapevo già che sarei dovuta rincorrermi in un altro spazio e in altre città, e che queste città avrebbero avuto alte torri, antiche o moderne non importava, ma in cima avrebbero avuto un cielo terso e un’aria fresca e libera. Ho rincorso quest’idea, e ho trovato la mia città, ma non demordo: la mia frontiera continua a spostarsi verso l’orizzonte.”

 

ARTI MARZIALI

dicesi arte marziale una disciplina di combattimento più o meno legata a una tradizione del passato. Tale disciplina non ci rende invincibile come Superman (come alcuni vorrebbero far credere), né tantomeno dovrebbe farci diventare un fenomeno da baraccone Dovrebbe servire i praticanti ad essere più svegli, in generale. Un promemoria tipo il partenopeo “Stateve accuorti!”.

WURSTEL (con o senza Umlaut)

salsicciotto tipicamente teutonico che evoca pensieri che affondano le radici nei culti della natura primigenia, anteriori anche all’epoca romana. Oggetti evocativi, in ogni caso anche in memoria del nostro buon padre comune, il dottor Freud. Perché un pizzico di sana wurstelaggine aiuta a mettere i piedi fuori del letto la mattina presto ed a affrontare la giornata con un sorriso.

STREGHE

evocate e temute in tutti i tempi e le culture rappresentano un aspetto importante del femminile. Figurano la parte irrazionale che è in noi e che, con un colpo di genio, rovescia le situazioni e spesso ci salva la testa. Ce l’hanno tutte le donne, come argutamente aveva intuito Fritzt Leiber in “Ombre del male” (Conjure wife). E’ insito nel femminino. Altro che pizzose interpretazioni sociologiche!

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