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Posted by on domenica, ottobre 6, 2019 in New York |

Accessori da bagno

Tutti i nostri connazionali che si recano all’estero sanno quanto è difficile trovare, in case o alberghi, un bidet. Ormai è un luogo comune e mi chiedo cosa aspettino i sovranisti nostrani a farne un simbolo di identità nazionale italica (avrebbe più senso, che so, del crocifisso). Ma, negli Stati Uniti, c’è un altro accessorio da bagno che, se devo dare retta all’esperienza vissuta di mia figlia, è pressoché impossibile da trovare: il banale accappatoio di cotone, di spugna o a nido d’ape.

Qualche giorno fa, infatti, Arianna si è accorta – anche perché, con scarsa educazione, gliel’ha fatto notare una delle sue compagne d’appartamento – che il suo accappatoio di spugna, che si era portata dall’Italia oltre quattro anni fa, cominciava a perdere i colpi e a farsi vetusto. Per comprarne uno nuovo, si è recata prima ai grandi magazzini (Manhattan Mall, Macy’s, K-Mart) e poi anche in un negozio specializzato (Bath, Bed & Beyond) senza trovare niente che andasse bene. A quanto pare, a New York se dici accappatoio te ne propongono uno di raso, poco pratico e dal costo di svariate centinaia di dollari. Si vede anche nei film e nelle serie. Chi indossa l’accappatoio di rosa di solito è un raffinato seduttore con la sigaretta a bocchino, o una bellona mangiauomini (se una coppia fa colazione in accappatoio, è il segno che la notte prima hanno avuto intimità sessuale). L’uomo comune si limita a un asciugamano bianco (una donna usa spesso una tovaglia, sempre bianca, per coprirsi il seno). Poi rimane il problema di come facciano ad asciugarsi la testa, perché non risulta l’esistenza di cappucci.

Insomma, pare che in una metropoli globale come New York sia più semplice trovare accessori per il sesso anale, o per il Cosplay, che per fare la doccia. Per fortuna ho in casa un accappatoio mai utilizzato e ho intenzione di passarlo ad Arianna la prossima volta che viene in Italia. Sperando che l’inusitato manufatto non faccia scalpore tra gli addetti ai controlli doganali.