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Posted by on sabato, febbraio 20, 2021 in Scuola e dintorni |

Bianchi a rotelle

Ogni nuovo Ministro dell’Istruzione, nel nostro Belpaese, sogna di lasciare il segno sulla scuola italiana con riforme epocali, e prima o poi fa rimpiangere il precedente (ridateci la Falcucci!). Il neo-ministro Patrizio Bianchi per ora ripropone – oltre al generico aziendalismo che va bene su tutto, come il prezzemolo – alcune idee già presentate dalla ministra precedente e dalla Task Force di cui era egli stesso a capo prima della crisi di governo. Idee respinte con derisione generale quando le proponeva la povera Azzolina, ma ora nobilitate dal tocco di Mida di Draghi in piena luna di miele con il Paese (e soprattutto con i media).

Torna alla ribalta così l’idea di prolungare le lezioni, per ogni ordine e grado, sino al 30 giugno, nell’afflato un po’ proustiano di recuperare il tempo perduto.

Tempo perduto??? Ma qui, con rispetto parlando, ci si sente prese per i fondelli. Ma come, tutta questa enfasi sul digitale, sull’e-learning, sul luminoso futuro della didattica a distanza? Tutta la fatica di reinventare e reinventarsi, di imparare nuove modalità di interazione, di installare microfoni, videocamere, programmi e piattaforme? La lotta quotidiana con le connessioni deboli, con le furberie di studenti e genitori, lo psicodramma delle interrogazioni, l’assegnazione e la correzione dei compiti a distanza? E l’impossibilità – per noi e per i ragazzi – di programmare qualsiasi attività extrascolastica, con gli orari e i turni che cambiano ogni settimana, le lezioni che iniziano troppo presto e finiscono troppo tardi? Niente, abbiamo scherzato, tutto tempo perso, come se fossimo state tutte a rosolarci al sole su una spiaggia caraibica. Ci voleva proprio il Governo dei Migliori, per tirare fuori idee degne del peggiore qualunquismo (tanto si sa che gli insegnanti sono fannulloni, che fanno tre mesi di ferie all’anno, che in DAD non si fa nulla)!

Ma c’è di più: l’ipotesi di prolungare le lezioni sino al 30 giugno -quando docenti e discenti boccheggeranno dal caldo – si accoppia alla determinazione di tenere l’Esame di Stato (vulgo Maturità) a partire dal 16 giugno, sia pure con le modalità dell’anno scorso (solo orale in presenza). Quindi, alle superiori, tra il 16 e il 30 i docenti – o almeno una buona parte di loro – dovrebbero essere contemporaneamente a fare lezione (in presenza o in DAD) e a fare i Commissari e i Presidenti di commissione. Può darsi che un Governo che coniuga grande competenza scientifica e salda ispirazione cattolica riesca a fare il miracolo. Ispirandosi a san Giuseppe da Cupertino, si potrebbe fornire ai docenti il Dono dell’Ubiquità, oppure chiedere a Elon Musk a che punto è la clonazione umana. Forse pensano di allungare l’orario sino alla sera, in modo da tenere i colloqui d’esame all’ora dell’aperitivo (così si ristora un settore in grande sofferenza). Oppure di ricorrere a precari usa e getta per le ultime due settimane di lezione (alla faccia della continuità didattica). O di mettere i suddetti precari a fare i presidenti (la normativa vigente non lo prevede).

Magari potrebbero ricorrere all’Esercito, alla Protezione Civile, al Privato Sociale tanto caro agli amanti della sussidiarietà. E perché non ai percettori del Reddito di Cittadinanza?

Se il buongiorno si vede dal mattino, mi sa che rimpiangeremo i banchi a rotelle.