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Posted by on domenica, giugno 9, 2019 in Politica | 0 comments

Peripatetismo e puttanesimo

Una delle più sgradevoli parole della neolingua metropolitana, specialmente a Milano, è apericena, ircocervo tra aperitivo e cena. Ma, se possibile, peggio ancora è il diminutivo apericenetta, non ancora registrato nello Zingarelli ma già usato e strausato. A me l’apericena ha sempre richiamato assonanze pericolose con la peripatetica, forse perché ci sono inquietanti parentele tra il presenzialismo ostentato ai ritrovi aziendali e le varie forme di vendità di sé.

Il vocabolario riporta il termine peripatetismo, ma il termine è raro e si usa solo come sinonimo di aristotelismo. Nella letteratura italiana, viceversa, c’è un’insospettata presenza (un po’ carsica, perché riemerge a tratti) del dotto e sdrucciolo puttanesimo. Parlava diffusamente di puttanesimo Pietro Aretino. Nei Ragionamenti (prima giornata) c’è il dialogo nel quale La Nanna insegna a la sua figliuola Pippa l’arte puttanesca: lascio il contenuto alla vostra immaginazione.  Nel Beccaria il termine ritorna col semplice significato di “esercizio della prostituzione”: sembrerebbe opportuno di castigare il puttanesimo quando questo sia accompagnato da scandalosa e formale seduzione fatta in vista di guadagno. Più vicino a noi, Primo Levi, nel racconto Piombo contenuto nella raccolta Il sistema periodico, parla di un’Isola dei Metalli detta anche Icnusa: su quest’isola si raccontavano le storie più strane, che era abitata da giganti, ma che i cavalli, i buoi, perfino i conigli e i polli, erano invece minuscoli; che comandavano le donne e facevano la guerra, mentre gli uomini guardavano le bestie e filavano la lana; che questi giganti erano divoratori d’uomini, e in specie di stranieri; che era una terra di puttanesimo, dove i mariti si scambiavano le mogli, ed anche gli animali si accoppiavano a casaccio, i lupi con le gatte, gli orsi con le vacche. […]. Quest’isola sarebbe la Sardegna, in particolare il Sulcis.

Sarda è Michela Murgia, l’ultima scrittrice a me nota ad avere rimesso in auge la locuzione. In un articolo del suo blog del 2010 parla di Berlusconi, scaricato dalla seconda moglie per comprovato puttanesimo. Dello stesso anno è il suo romanzo Il mondo deve sapere, ispirato a un’esperienza personale di lavoro, è uno dei primi ad avere descritto il mondo del precariato, dei call center, delle televendite (o per meglio dire telemarchètting). Un mondo dove le generazioni dei nostri figli sembrano irrimediabilmente intrappolate, e le cui logiche si infiltrano pericolosamente anche nei lavori apparentemente più sicuri e garantiti. La vendita di forza-lavoro alla quale siamo assoggettate/i non è un semplice (per quanto alienante) affitto di forza fisica e sforzo intellettuali per tot ore al giorno, terminate le quali siamo libere/i di vivere davvero. Si tratta ormai di vendere tutto, corpo e anima, affettività e seduttività, con dedizione e mobilitazione totale, allo scopo di Conseguire gli Obiettivi. Ecco perché Murgia dice La filosofia del prezzo io la chiamo puttanesimo. È uno stile di vita, non un mestiere che si fa per strada.

La locuzione, quindi, nell’accezione murgiana, acquista una valenza duplice: puttanesimo è il comportamento di chi acquista, e di chi è costretto a vendersi. Riserviamo, per favore, la riprovazione moralista al primo tipo di comportamento.

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Posted by on domenica, maggio 26, 2019 in Politica | 0 comments

Al voto!

Io mi sveglio presto e sono già andata a votare (chi mi conosce sa per chi). C’è tempo sino alle 23, tranne che per gli elettori di Casapound e dei partiti di Governo, ai quali è riservato il turno di notte. Approfittatene!

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Posted by on sabato, maggio 18, 2019 in Politica, Scuola e dintorni, Video |

Solidarietà a Rosa Maria Dell’Aria

Perché la Prof.ssa Dell'Aria è stata sospesa?

IL VIDEO DEGLI STUDENTI DI PALERMO. Guardatelo e giudicatelo voi.Visto che tutti coloro che ne parlano non l’hanno visto, a partire dalla sottosegretaria Borgonzoni, ho deciso di pubblicare il video completo dei ragazzi dell’Istituto Tecnico Industriale di Palermo (omettendo solo l’ultima slide con i nomi). Guardatelo e giudicate voi: su cosa avrebbe dovuto vigilare l’insegnante? Sulle opinioni degli studenti? Avrebbe dovuto censurare il pensiero degli alunni? In nessuna parte viene detto che Salvini è come Mussolini, come invece leggo ovunque. Vengono accostati provvedimenti e scelte di allora e di oggi, con acume e intelligenza: a chi lo guarda spetta trarre le conclusioni.Allora mi chiedo: perché la Professoressa Rosa Maria Dell'Aria è stata sospesa? Perché è intervenuta la Digos?Mi sembra, al contrario, che gli studenti abbiano ben compreso il significato più profondo della Giornata della memoria: non un rito stanco ma un pungolo per il presente. Forse è proprio l’intelligenza a spaventare Salvini e i suoi!

Gepostet von Pietro Grasso am Freitag, 17. Mai 2019

Ho pochissimo da aggiungere a quanto ha scritto Pietro Grasso, ex presidente del Senato, diffondendo il video degli studenti dell’ITIS Vittorio Emanuele III di Palermo. Nel video, presentato nell’aula magna della scuola per la giornata della memoria, i ragazzi avevano fatto un parallelismo tra le leggi razziali del 1938 e il Decreto Sicurezza di Salvini di ottant’anni dopo. Questo è costato alla docente, Rosa Maria Dell’Aria, due settimane di sospensione con lo stipendio dimezzato. Scrive Grasso:

Visto che tutti coloro che ne parlano non l’hanno visto, a partire dalla sottosegretaria Borgonzoni, ho deciso di pubblicare il video completo dei ragazzi dell’Istituto Tecnico Industriale di Palermo (omettendo solo l’ultima slide con i nomi).
Guardatelo e giudicate voi: su cosa avrebbe dovuto vigilare l’insegnante? Sulle opinioni degli studenti? Avrebbe dovuto censurare il pensiero degli alunni?
In nessuna parte viene detto che Salvini è come Mussolini, come invece leggo ovunque. Vengono accostati provvedimenti e scelte di allora e di oggi, con acume e intelligenza: a chi lo guarda spetta trarre le conclusioni.  Allora mi chiedo: perché la Professoressa Rosa Maria Dell’Aria è stata sospesa? Perché è intervenuta la Digos?  Mi sembra, al contrario, che gli studenti abbiano ben compreso il significato più profondo della Giornata della memoria: non un rito stanco ma un pungolo per il presente. Forse è proprio l’intelligenza a spaventare Salvini e i suoi!

Aggiungo solo: cosa aspettano i sindacati della scuola, tutti, a proclamare anche solo un’ora di sciopero generale? Colpendo la collega hanno colpito la libertà di pensiero e di insegnamento di tutte e tutti noi. Se non è fascismo questo, cosa dobbiamo aspettare? Il confino per i dissidenti?

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Posted by on domenica, aprile 14, 2019 in Politica |

Sali e tabacchi

Chi era ragazza negli anni Settanta ricorda i caroselli della Ferrero, con le avventure animate del malvagio Jo Condor che angariava un bucolico villaggio di contadini e montanari. Poi interveniva il Gigante Buono a mettere tutto a posto, punendo il cattivo. Il quale, quando progettava le sue malefatte con il sodale Secondor, ripeteva a ogni episodio il suo tormentone E che, ci ho scritto Jo Condor? puntandosi il dito alla fronte (dove, ovviamente, ce l’aveva scritto). I decenni sono passati e non ci ricordiamo più se il carosello pubblicizzava la Nutella, il Mon Chéri o gli ovetti, ma il tormentone non l’abbiamo scordato. Nel 2013 addirittura l’allora primo ministro Letta lo riesumò, polemizzando con Berlusconi. Ovviamente, l’origine del motto di Jo Condor sta nel famoso E che, ci ho scritto Giocondo in fronte?, diffuso in tutta Italia (ma pare di origine fiorentina), equivalente a Ehi tu, non prendermi per scemo. Viene a sua volta dal significato popolare toscano del nome Giocondo, equivalente a sciocco o balordo.

Tenderei a escludere, invece, che i creativi della Ferrero si siano ispirati al Metastasio, e al suo celebre Se a ciascun l’interno affanno / si leggesse in fronte scritto …

Meno noto e più raro è il motto sinonimo E che, ci ho scritto Sali e Tabacchi? Sali e tabacchi erano le merci vendute nei negozi dei Monopoli di Stato, in epoca in cui furoreggiava il contrabbando. Sia l’esercente di un negozio dei Monopoli, sia l’acquirente, rimanendo nella legalità rinunciavano a una parte del margine di guadagno (l’uno) o a un prezzo di favore per prodotti più rari e non tassati (l’altro): quindi, per estensione, erano degli stupidi.

Il che conferma l’antico vizio italiano: anche nella cultura popolare, chi rispetta la legge è un fesso. E poi ci lamentiamo dei nostri record di evasione fiscale.

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Posted by on sabato, marzo 2, 2019 in Politica |

People: in manifestazione oggi a Milano

Ecco dove potete trovarmi oggi.

Il nostro è un appello a tutte e a tutti: diamo vita a una grande iniziativa pubblica per dire che vogliamo un mondo che metta al centro le persone.

La politica della paura e la cultura della discriminazione viene sistematicamente perseguita per alimentare l’odio e creare cittadini e cittadine di serie A e di serie B.

Per noi, invece, il nemico è la diseguaglianza, lo sfruttamento, la condizione di precarietà.

Inclusione, pari opportunità e una democrazia reale per un Paese senza discriminazioni, senza muri, senza barriere: per questo promuoviamo a Milano il prossimo 2 marzo una mobilitazione nazionale.

Perché crediamo che la buona politica debba essere fondata sull’affermazione dei diritti umani, sociali e civili.

Perché pensiamo che le differenze – legate al genere, all’etnia, alla condizione sociale, alla religione, all’orientamento sessuale, alla nazione di provenienza e persino alla salute, non debbano mai diventare un’occasione per creare nuove persone da segregare, nemici da perseguire e ghettizzare o individui da emarginare.

Noi siamo per i diritti e per l’inclusione.
Noi siamo antirazzisti, antifascisti e convinti che la diversità sia un valore e una ricchezza culturale.

E nel ribadire Prima le Persone diciamo che servono, in Italia e in Europa, politiche sociali nuove ed efficaci, per il lavoro, per la casa, per i diritti delle donne, per la scuola e a tutela delle persone con disabilità.
Noi ci battiamo per il riscatto dei più deboli e per scelte radicalmente diverse da quelle compiute sino a oggi in materia di immigrazione, politiche di inclusione, lotta alle diseguaglianze e alla povertà.

Vogliamo mobilitarci insieme per un’Italia e un’Europa più giuste e aperte.

Un’Europa nella quale venga sconfitta la spinta del neonazionalismo che porta nuove barriere, che fomenta la violenza, che fa del migrante un capro espiatorio.

Noi siamo per un’Europa che voglia scommettere con convinzione su una rivoluzione delle politiche economiche, sociali e del lavoro a tutela di tutte le persone.
Perché ciascuno di noi è prima di tutto persona.

Noi vogliamo un Paese del quale tornare a essere orgogliosi senza dimenticare mai le grandi sfide di chi l’aveva immaginata, diversa, da come è oggi.

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Posted by on sabato, febbraio 16, 2019 in Politica, Scuola e dintorni |

La Settimana Satanica

Il discorso pubblico, almeno come si dipana nella postmoderna agorà delle reti sociali, sembra guidato da dinamiche impazzite, in cui, come nel vecchio gioco del telegrafo senza fili, un tema stempera in un altro, fino a ritrovarsi assai lontani dal punto di partenza. Appena sette giorni fa si era conclusa la maratona del Festival di Sanremo (che non ho visto), vinto dall’outsider Mahmoud a scapito del favorito Ultimo. Premetto che non ho sentito nessuna delle due canzoni in lizza, ma se anche le avessi sentite me le sarei già dimenticate. A smentita del detto evangelico, l’Ultimo non è stato primo ma appena secondo, a causa del voto delle giurie di esperti e giornalisti che ha ribaltato il pronunciamento del televoto. Sistema di voto che, a quanto pare, c’è da diversi anni al Festival, ma solo stavolta è divenuto, grazie ai nostri onnipresenti Vicepremier, il simbolo della prevaricazione delle malvagie Elites Radicalchic (e magari anche un po’ Pluto-Giudaico-Massoniche) ai danni del sano e italico Popolo. Senza soluzione di continuità, mentre il Vicepremier Due si imponeva un inusuale silenzio di quarantott’ore a causa della sconfitta elettorale in Abruzzo, il Vicepremier Uno, ringalluzzito dal trionfo nella stessa consultazione, passava subito a un nuovo argomento. Durante il Festival, infatti, mentre dietro le quinte si consumava il Gombloddo contro il povero Ultimo, un siparietto comico della conduttrice Virginia Raffaele veniva scambiato per un’invocazione a Satana da tale don Aldo Buonaiuto, sacerdote esorcista e “coordinatore del Servizio Nazionale Antisette”, del quale fino a ieri ignoravo l’esistenza. Il grido di dolore del sacerdote “pur non comprendendo quale fosse l’intento, il ridicolizzare o, ancor più grave, inneggiare il nome di Satana in prima serata su Rai Uno, penso sia stato uno scivolone sconcertante” , nonostante la sintassi zoppicante, veniva raccolto dal Capitano, che raccomandava al Popolo, ancora schiumante rabbia verso Soros e i Cosmopoliti, di “non sottovalutare il problema delle sette sataniche, con tutti i problemi connessi.” Puntualmente, si scopriva che su SOFIA (il portale ministeriale della formazione per gli insegnanti) era presente, nel catalogo dell’offerta di corsi a disposizione dei docenti, un Corso di esorcismo e preghiera di liberazione. Destinatari: insegnanti delle medie e delle superiori. Durata: 40 ore. Costo: 400 euro, organizzato dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, che, spiegano al Ministero, in quanto Università, è accreditato automaticamente, e autorizzato a caricare le proprie proposte didattiche in autonomia (il MIUR fa solo controlli periodici a campione, quindi, non è escluso che, con certosine ricerche, si potrebbero trovare altre bizzarrie nel Catalogo). Tra l’altro, come leggiamo su Wikipedia, l’Ateneo in questione è promosso dalla Congregazione dei Legionari di Cristo, più volte coinvolta in scandali a sfondo sessuale (a partire dal suo fondatore, il messicano Marcial Maciel Degollado). A parte l’opportunità di affidare a un’istituzione fondata da un pedofilo la lotta contro il demonio, la faccenda ha trascinato nel ridicolo il ministro leghista Bussetti (già noto per le sue gaffes verso i docenti meridionali) e tutto il MIUR, che nella giornata di oggi, sabato 16, ha comunicato di avere rimosso il corso dalla piattaforma. Sono andata, per scrupolo, a controllare su SOFIA e, in effetti, il corso di esorcismo non c’è più. Il Regina Apostolorum rimane, però, come organizzatore di un più anodino Corso di Perfezionamento in Teologia Spirituale (costo 900 euro, durata 288 ore).

E così si è conclusa la Settimana Satanica. I migranti continuano a morire nel Mediterraneo o a essere respinti nei lager libici, l’economia stagna, la secessione delle regioni ricche avanza, ma per fortuna il Capitano ha sempre in serbo nuovi nemici da additare all’indignazione del Popolo (è un po’ che non si parla degli UFO: sarà la volta buona?). Per noi insegnanti, resta il fatto che – si tratti di corsi di formazione o dei cari vecchi “convegni con esonero MIUR” – è difficilissimo trovare proposte veramente interessanti e utili per la professione: prevalgono iniziative fortemente clericali, o sciacquature di piatti aziendalistiche sulle Competenze Trasversali. Forse un bel corso di esorcismo non sarebbe stato tanto male: poteva servire con certi studenti – e soprattutto certi genitori.

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