Crea sito
Pages Menu
RssFacebook
Categories Menu

Posted by on domenica, giugno 17, 2018 in Scuola e dintorni | 0 comments

Emergenze a intermittenza

In questi ultimi mesi sentiamo parlare in continuazione di violenze e intimidazioni contro gli insegnanti, da parte sia di studenti che di genitori. Come spesso succede con i media, sembra un fenomeno inedito e apparso dal nulla. L’informazione funziona così: per giorni o settimane si parla solo di un certo fenomeno – rapine in villa, zingari, stupri, buche per strada – come se non fosse mai accaduto prima e succedesse solo quello. Passano le settimane e non se ne parla più. Ricordo che, più di dieci anni fa, alla consegna delle pagelle, un collega alla vigilia del pensionamento, stava per essere aggredito da un padre bullo, arrabbiato perché la figlioletta (bulla a sua volta, che non aveva studiato per tutto l’anno) era stata bocciata. Il tizio urlava e gesticolava minacciosamente; io, che ero accanto al mio collega, ebbi la netta sensazione che l’energumeno stesse per aggredirlo. Presi una sedia e, come fa il domatore di leoni, la misi tra noi e il padre furioso. Urlando gli dissi Se ci mette le mani addosso, finisce in galera. Quello cominciò a respirare profondamente e piano piano si calmò. Prese la pagella e se ne andò senza chiedere scusa.

Della mia reazione tempestiva ed efficace devo ringraziare i corsi di autodifesa che facevo in quel periodo, affiancati a quelli di Karate. Forse, invece che tanti corsi inutili sulle competenze, converrebbe far fare a tutti gli insegnanti corsi di autodifesa – particolarmente mirati – per imparare a reagire in modo efficace a queste situazioni, senza mettere le mani addosso a genitori e studenti violenti o arrabbiati. All’epoca, di emergenza scuola non ne parlava nessuno.

Read More

Posted by on martedì, maggio 29, 2018 in Scuola e dintorni | 0 comments

Noi PA

Un tempo, il cedolino dello stipendio di noi insegnanti veniva stampato dalla Segreteria e consegnato brevi manu, il ventitrè del mese, da un bidello a ciò preposto. Ora tutto è cambiato (tranne lo stipendio, bloccato da anni: stiamo ancora aspettando gli aumenti contrattuali). Come per moltissime altre incombenze, si deve andare in Rete, registrarsi e loggarsi a un sito, memorizzare l’ennesima password. Il sito si chiama NOI PA – Servizi PA per persone PA. La sigla significa Pubblica Amministrazione. Ma ci sono giorni in cui, dopo stressanti interazioni con colleghe, superiori gerarchici, studenti e genitori, in cui mi sorprendo a pensare che PA in realtà significhi Passivo-Aggressivo.

“Noi Passivi -Aggressivi. Servizi Passivo -Aggressivi per persone Passivo -Aggressive”. Non vi suona meglio?

 

 

Read More

Posted by on sabato, febbraio 24, 2018 in Scuola e dintorni |

Breaking High

Nel settembre del 2006 arrivò su Disney Channel il film High School Musical. Chi ha figli e figlie tra i 18 e i 25 anni lo ricorda fin troppo bene: fu un successo mondiale, con tanto di seguiti e spinoff. Anche a casa nostra Zac Efron (Troy), Vanessa Hudgens (Gabriella), Ashley Tisdale (Sharpay), Lucas Grabeel (Ryan), Monique Coleman (Taylor) e Corbin Bleu (Chad), giovani belli, puliti e capaci di conciliare in modo sorprendente basket, canto, ballo, chimica e matematica divennero presenze familiari e abituali.  Nel gennaio del 2008, mentre in Italia si aspettava il terzo e conclusivo film della saga di High School Musical, sul network AMC cominciava ad andare in onda Breaking Bad, serie televisiva di tutt’altro tenore. Definita da Wikipedia neo-western crime drama, è durata per cinque stagioni raccontando la storia di un insegnante di scuola superiore (un mio collega, quindi) che scopre di avere un tumore ai polmoni e diventa produttore e spacciatore di metanfetamine per mantenere la famiglia. Il che illustra i danni di una prolungata vacanza contrattuale… Mi fermo qui con la trama: i fan sanno già tutto, per gli altri meglio evitare spoiler. Personalmente, mentre di High School Musical uno, due e tre so tutte le battute a memoria (mia figlia lo vedeva e rivedeva in continuazione), di Breaking Bad non sapevo nulla fino a oggi, e non so neanche se mi avventurerò a vederlo (non è il mio genere).

Proprio oggi mia figlia (che anche grazie alla passione per High School Musical e simili ha maturato la decisione di studiare e lavorare negli USA) mi ha parlato di Breaking Bad, di cui un suo amico è grande appassionato, rivelandomene un aspetto curioso. Ovvero: High School Musical e Breaking Bad sono ambientati nella stessa città, Albuquerque (New Mexico, poco meno di 600.000 abitanti). Già da tempo qualche nerd con molto tempo da perdere ha elaborato un’inquietante fan theory: e se questa coincidenza non fosse un caso? Cioè, se veramente le due saghe si svolgessero nello stesso universo? Magari Walter White (il protagonista di Breaking Bad) prima di insegnare chimica alla J.P.Wynne High School era stato alla East High e aveva avuto a che fare con Troy, Gabriella & C.? O la scandalosa ricchezza dei genitori dei gemelli Evans ha qualcosa a che vedere con lo spaccio d’alto bordo? O magari il tumore di White ha come concausa i residui di amianto nella vecchia scuola dei Wildcats?

Lo so, rispetto ai rigurgiti neofascisti, ai massacri in Siria o alle imminenti elezioni politiche preoccupazioni del genere sono risibili, ma ogni tanto (specialmente nel week-end) si ha voglia di distrarsi. Una delle prossime volte, se fate i bravi, vi intratterrò sulle inquietanti analogie tra High School Musical 2 e i Promessi Sposi.

Read More

Posted by on giovedì, febbraio 8, 2018 in Scuola e dintorni |

Le competenze di un tempo

Ai miei tempi, la parola competenza non si usava, o meglio non si usava a scuola. C’era poco da fare: una cosa o l’avevi studiata e la sapevi, facendo magari confronti e analogie; o non te l’avevano spiegata bene; o ti eri distratto e non l’avevi afferrata, e allora ciccia, eri ignorante. Il mitico Fabrizio De André, ispirandosi ai vicoli malfamati della sua Genova, cantava questi versi per descrivere una fille de joie (oggi si direbbe sex worker):

E se alla sua età le difetterà la competenza / certo affinerà le capacità con l’esperienza …

Ecco, per la mia generazione la parola competenza è irrimediabilmente collegata alle capacità che una ragazza di piacere accumula mano a mano che procede nel c.d. mestiere più antico del mondo. Le prime volte che, da insegnante, ho sentito questa parola e poi, ahimè, ne ho ascoltato e letto tutte le implicazioni in ionutili corsi di aggiornamento, ho storto il naso. Ho sempre pensato a qualcosa di vuoto, che nulla aveva a che fare con la cultura e la formazione vera delle giovani menti. I risultati a cui siamo arrivati con l’ultima riforma me lo confermano ogni giorno.

Read More

Posted by on venerdì, novembre 17, 2017 in Scuola e dintorni |

Conoscenza e competenza

Tutte le ultime pessime “riforme” della scuola insistono sulle “competenze”, la professionalità spendibile subito, l’adattamento alle “esigenze del mercato del lavoro”. Ma siamo sicuri che questo non snaturi il compito della scuola, che nella visione costituzionale è quello di formare cittadini e non “competenti” che sappiano fare una sola cosa senza pensare troppo?

Ecco, è un’idea perversa sostituire la parola “conoscenza” con “competenza”, come è stato fatto dai pedagogisti alla nostrana, consultati da Berlinguer e dalla Moratti in poi per le loro pessime riforme scolastiche. Abbiamo bisogno di persone con uno sguardo generale. (Salvatore Settis).

competenza-senza-conoscenza

Read More

Posted by on domenica, novembre 12, 2017 in Scuola e dintorni |

Fare gli uomini per la Maremma

I furbetti ci sono sempre stati, quelli dell’Armiamoci e partite, quelli pronti a far fare agli altri i lavori più sgradevoli e pericolosi. Ci sono anche a scuola, dove molti (e soprattutto molte) non aspirano altro che a coprirsi di gloria, concependo stupendi progetti che altre saranno mandate allo sbaraglio per attuare. Tempo fa, una di queste solerti comandine mi abborda e mi fa “Senti, visto che tu sei così brava con le lingue, perché a settembre non accompagni la tal classe allo stage in Inghilterra?'”. Premetto che non insegno inglese, e che sto cercando di impararlo solo da pochi anni. A Terni si direbbe che questa signora fa gli uomini per la Maremma. Maremma: terra fino al secolo scorso assolutamente selvaggia, desolata, pericolosa, dove era facilissimo beccarsi la malaria, trasmessa dalla zanzara anofele. Il detto si riferisce probabilmente ai caporali, ai reclutatori di forza lavoro disperata inviata in una terra dove, come dice la canzone, l’uccello che ci va perde la penna. Con la Buona Scuola renziana questi comandini sono considerati i più meritevoli, e si beccano fior di bonmus, alle spalle degli altri che preferirebbero occuparsi delle classi in aula. Come tutti sanno, in vernacolo toscano Maremma è usato come eufemismo per chi vuole bestemmiare il nome della Vergine, appellandola come maiala o bucaiola.

maremmabittra

 

Read More