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Posted by on sabato, ottobre 20, 2018 in New York, Scuola e dintorni | 0 comments

Cose turche (e americane)

Da qualche giorno mi riecheggia in testa la canzonetta Istanbul (Not Costantinople), che qualcuno ricorderà anche per averla ascoltata nella colonna sonora del film Mona Lisa Smile. Si tratta di un mambo, lanciato nel 1953 dal gruppo canadese The Four Lads (in coincidenza con il Cinquecentesimo anniversario della fine dell’Impero romano d’oriente), e tornato agli onori delle classifiche con la versione del 1990 dei They Might Be Giants. La canzone gioca sulla doppia identità Istanbul – Costantinopoli, con i suoi effetti surreali, tipo Every gal in Constantinople / Lives in Istanbul, not Constantinople / So if you’ve a date in Constantinople / She’ll be waiting in Istanbul.

Tra l’altro, la canzone dice anche:  Even old New York was once New Amsterdam / Why they changed it I can’t say / People just liked it better that way.
Mi ha sempre fatto un po’ specie che degli anglosassoni (l’autore del testo, Jimmy Kennedy, era nordirlandese) dichiarino disinvoltamente di “non sapere perché” New Amsterdam sia divenuta New York. Conferma l’idea che gli americani – in particolare gli statunitensi – non conoscano bene neanche la poca storia che hanno.
A mia figlia è capitato di gettare un occhio sul libro di testo di Storia della sua coinquilina più giovane – diciassettenne. I capitoli sono estremamente brevi (in confronto i nostri Bignami sono enciclopedie) e le verifiche vengono fatte esclusivamente con quiz a risposta multipla, senza indagare su tutti quei rapporti causa – effetto che sono l’essenza dello studio della storia.
Un esempio che mi ha colpito: a un certo punto si vede un disegno d’epoca rappresentante gli Stati Generali tenutisi in Francia poco prima della Rivoluzione del 1789, e viene chiesto: Di cosa stanno discutendo queste persone? Le tre risposte alternative sono: 1) dei dogmi della chiesa cattolica; 2) della moda femminile; 3) del sistema fiscale.
Questi sono i risultati a cui vorrebbero farci arrivare gli ultimi decenni di “riforme” della scuola italiana. Ciliegina sulla torta, la proposta del governo attuale di togliere dalla prova di maturità il tema di Storia. Si sa che si comanda meglio su un popolo ignorante e senza memoria.
Come disse George Santayana, Chi non conosce il passato è condannato a ripeterlo.
 

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