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Posted by on domenica, settembre 16, 2018 in New York |

Gatti virtuali e topi reali

Mentre nei condomini di lusso di New York lo Sterminatore (di topi, scarafaggi, scardafelle e infestazioni varie) viene a scadenze regolari (vedi il post del 26 maggio), in quelli più popolari arriva solo se chiamato, e si fa spesso aspettare a lungo. Così è anche a Sunnyside, nell’appartamento che Arianna condivide con tre donne ecuaderegne (che per brevità chiameremo Abuela, Media e Hija). Il mese scorso, un topone si è fatto vedere in salotto, così ognuna delle residenti ha fatto di necessità virtù. Arianna ha comprato cinque o sei trappolette a scatto con la colla, sperando di imprigionare la malefica creatura. La Media, invece, si è fatta incantare dall’alta tecnologia, e ha acquistato uno strano altoparlante da muro. Accendendolo, si sente dapprima una voce femminile che dice in inglese qualcosa tipo Grazie per avere acquistato il nostro sistema Home di trappola per topi. Poi si sente un miagolio disperato per alcuni minuti. Il miagolio diventa sempre più straziante, fino a sembrare il lamento di un povero micio schiacciato da un’automobile. Infine, si sentono dei gargarismi, tipo quando uno prende il colluttorio – secondo certe scuole di pensiero, si tratta di ultrasuoni riservati all’orecchio murino. Poi la sequenza si ripete. Topi non ne sono ricomparsi, quindi la Media ha decretato che il metodo aveva avuto successo (del resto, la solita Amica – chi non ha un’Amica che si fa garante del funzionamento delle idee più strane? – gliel’aveva assicurato). Ad ogni buon conto, con la saggezza dell’età, la Abuela ha deciso di aggiungere al tutto anche un po’ di pelo di gatto. Non si sa mai …