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Posted by on martedì, marzo 20, 2018 in Mentre Vivo |

Gennaro gattaro

No, non è un pittoresco personaggio dei bassi napoletani. Si tratta di un proverbio delle mie parti (è attestato anche a Bolsena), che mette in evidenza come il primo mese dell’anno sia il mese dei gatti in amore. Ho un doloroso ricordo personale. quando avevo dieci anni, proprio un giorno di gennaio la mia adorata gattina uscì, dando retta al richiamo dell’amore, e non tornò mai più a casa. Mi è venuto in mente perché ieri Arianna, dalla sua stanza di Sunnyside (Queens, New York), mi ha detto di aver sentito i gatti in amore tutta la notte (mi ha anche inviato un messaggio audio). Questi miagolii mi hanno sempre messo un po’ di tristezza, perché – oltre al ricordo della mia Nerina persa – sembrano pianti di bambini, talvolta grida d’agonia. Ormai non è solo più gennaio che è “gattaro”: li sentiamo fino a marzo inoltrato. Forse perché – in particolare quest’anno – la primavera tarda ad arrivare e marzo sembra un interminabile prolungamento di gennaio, con piogge fredde e giornate umide. Quel marzo che a scuola chiamavamo “pazzarello” ora è pazzarello solo per i mici e le micie, e i loro amori dal suono così straziante. Spero che almeno loro si divertano.