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Posted by on domenica, novembre 15, 2020 in Wurstel |

La festa dei cornuti

L’undici novembre, ricorrenza che ricordo sempre con piacere in quanto anniversario della mia laurea in Pedagogia, è una festa polivalente. Per il calendario cattolico è San Martino da Tours, rappresentato nell’iconografia come soldato che tagliò il proprio mantello per offrirne metà a un povero. Il suddetto Santo funge da patrono di soldati, viaggiatori, viticultori, sarti, osti e, stranamente, anche, fabbricanti di maioliche.

Ma il giorno di San Martino è anche il culmine dell’estate omonima, cioè un breve perido in cui, a metà autunno, dopo i primi freddi, il clima diventa più mite. Per questo l’11 settembre è associato ai traslochi, alle fiere agricole e alla spillatura del vino (lo dicevano anche le donne della mia famiglia a Terni A San Martino se spilla lu vino).

Stranamente, in varie parti d’Italia San Martino è anche la “festa dei cornuti”: a Rionero Sannitico, per esempio, c’è una solenne fiaccolata in cui gli uomini del paese (compresi i quattro che a turno reggono il fantoccio del Santo) sfilano con belle corna da cervo in testa. Simili riti a San Valentino in Abruzzo Citeriore, Grottammare, Ruviano, Pescasseroli eccetera.

Ma perché questa associazione tra San Martino e i cornuti? Inutile indagare nella vita del pio vescovo di Tours: le spiegazioni date sono tre. Primo: il periodo coincideva col capodanno celtico, ricorrenza ricca di orge e altre occasioni di infedeltà coniugale. Secondo: durante le fiere agricole e i mercati del bestiame (spesso cornuto) i mariti se ne andavano in giro a vendere i prodotti  e le mogli rimanevano a casa, a farsi consolare dai mezzadri. Terzo: banalmente, il numero 11-11 ricorda l’immagine di due belle paia di corna.

In Veneto la festa era invece una specie di Halloween senza mostri: i bambini andavano in giro per le case cantando filastrocche, chiedendo caramelle e dolci, minacciando dispetti se non soddisfatti. Per questa ricorrenza, nella provincia di Venezia, viene preparato il tradizionale dolce di san Martino: con la pasta frolla  viene modellata la forma del santo a cavallo con spada e mantello, guarnito con glassa di zucchero colorata, praline, caramelle e cioccolatini.

Dal 1993, su iniziativa di un gruppo di studenti dell’università di Nanchino, l’11 novembre è diventata la Giornata dei Single – in cinese Guanggun Jie (光棍节), per celebrare l’orgoglio di essere da soli. Paradossalmente, la festa – che voleva essere un anti-San Valentino è diventata, in Cina, (oltre che un’orgia di consumismo), una data molto richiesta per i matrimoni. L’undici novembre, nella sola Pechino, ci sono in media 4.000 matrimoni contro una media annuale di settecento. Poiché la Cina è ormai una superpotenza anche economica e culturale, non stupiamoci se gli anni prossimi (pandemia permettendo) vedremo affollatissime promozioni in negozi di ogni genere merceologico in occasione dell’Undici Novembre, tanto per tenerci occupati a consumare dopo Halloween e prima del Black Friday.