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Posted by on domenica, luglio 8, 2018 in Streghe |

La mezza canna

Nel Centro Italia, il termine fregna indica l’organo sessuale femminile. L’etimologia è discussa: per molti, deriva dal latino frangere (rompere), oppure da frendere (stringere), se non addirittura da fringium, da cui anche “fringuello” (vedi il link).

Diversamente da altri termini riferiti al sesso femminile, fregna ha anche il significato traslato di sciocchezza o fandonia (si potrebbe utilizzare come sinonimo di fake news, per chi non ama troppo gli anglicismi). Il che ci porta al proverbio ternano di oggi, che recita La fregna di Susanna è lunga mezza canna, quella della figlia è lunga mezza miglia. Qui non c’è un significato sessuale, a meno che Susanna e sua figlia non siano mostri da circo o protagoniste di fumetti porno e di fantasie di maschietti adolescenti. Si riferisce, piuttosto, a persone estremamente fregnone: più che stupide, lamentose, pronte a ingigantire ogni fregna trasformandola in fregnaccia.

La canna – al di là del suo significato agricolo o ricreativo – è un’antica di misura di lunghezza italiana, che ovviamente era diversa in ogni regione prima del sistema metrico decimale. Corrispondeva più o meno a otto palmi di una mano. A Campobasso, in Molise, l’anno scorso, durante i lavori di ristrutturazione di un vecchio palazzo del cenytro storico, è stata riportata alla luce una striscia di ottone, fin allora coperta da una grondaia. Come si vede nell’illustrazione, rappresentava – con tanto di scritta – la mezza canna, usata per misurare la lunghezza di tele, stoffe, tavole, pietre e altre merci che passavano dalla dogana della Porta di San Leonardo (demolita nel 1834). La canna molisana, per coloro a cui interessa, era di metri 2,12; quindi, la fregna di Susanna dovrebbe essere metri 1,06. Così ora sappiamo quanto la faceva lunga.

Sull’etimo di un trivialismo