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Posted by on sabato, novembre 23, 2019 in Streghe | 1 comment

Le gioie della disamicizia

In inglese si dice “to unfriend someone”. Facile, diretto, transitivo. In italiano, non esistendo (per ora) il verbo “disamicare”, dobbiamo usare l’intransitivo: “togliere l’amicizia a qualcuno”, oppure “togliere qualcuno dagli amici”. Nonostante l’amicizia (come pure il suo contrario, l’inimicizia) sia antica come l’umanità, l'”unfriending” è recente, appartiene all’era dei social network: si sottintende, infatti, sempre “on Facebook” (o succedanei). Nonostante mio marito sostenga che il termine “amico” è puramente tecnico (è solo un caso, dice lui, che Zuckerberg, progettando Facebook, abbia parlato di “amici”, anziché di “contatti”, “nodi” o altro), per me ha comunque un significato, e delle risonanze emotive precise.

Parlo di esperienze vissute. Due donne (appartenenti a giri diversi) conosciute prima nella vita reale, e poi aggiunte alle amicizie di Facebook. Una di queste era specializzata nel mettere in evidenza (sia dal vivo che in rete) tutto ciò che di brutto accadeva a New York, sapendo che mia figlia vive lì e che sono giustamente apprensiva. Nonostante sia più o meno di sinistra, ce l’ha molto con gli islamici e gli arabi a prescindere, e non mancava mai di evidenziarmi link minacciosi.

L’altra, ex istruttrice di karate di mia figlia, usava Facebook con più discrezione, ma mi faceva pistolotti incredibili dal vivo. Inoltre, poiché lavora nella mia zona, il rischio di incontrarla per strada, o addirittura che citofoni autoinvitandosi a casa mia, è sempre stato alto. Notoria seguace e propagandista di tutte le mode new age possibili (dalla Dieta dei Gruppi Sanguigni al Magico Potere del Riordino), è anche fervida simpatizzante del Movimento Cinquestelle, oltre che fan del famigerato economista Bagnai (poi passato alla Lega).

La prima, ho cominciato a disamicarla su Facebook. Ciononostante, mi vedeva ancora e mi rompeva le scatole indirettamente, intervenendo a ripetizione su post di altri che magari commentavo. Allora l’ho anche bloccata. A questo punto ha cominciato a mandarmi su WhatsApp delle piccole favole su principesse e ranocchi. Bloccata anche da lì, e poi ovviamente anche al cellulare.

La seconda, da un anno ho smesso di seguirla su Facebook. Ma recentemente mi è accaduto di incontrarla: due volte nel giro di pochi giorni, prima dalle mie parti, poi dalle sue. la prima volta, dopo avermi magnificato un corso da lei organizzato, ha concluso facendomi il ganascino, cosa che odio, ma non ho reagito. La seconda volta mi ha abbracciato, e io sono rimasta fredda. A quel punto sono tornata a casa e ho gelidamente deciso di disamicarla.

Dite quello che volete, ma togliere la gente dalle amicizie dei social dà un gran senso di sollievo e di liberazione, che un tempo si otteneva con azioni più teatrali tipo bruciare le lettere di uno/a nel focolare o fare grandi scenate. Grazie Zuckerberg!

1 Comment

  1. Grazie Tiziana,ci insegni come fare!