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Posted by on giovedì, giugno 21, 2018 in Streghe | 0 comments

Le ragazze ambite e le loro mamme

Nel Centro Italia, tra Lazio e Umbria, il termine signora è abbreviato con sora (derivato forse anche dal latino soror). Un modo amichevole e diretto, anche, di avvicinare le donne le une alle altre, per creare confidenza ma, ahimé, anche per potersi sparlare alle spalle. Ricorre nei proverbi e nei modi di dire, tra cui La figlia della sora Camilla, tutti la vogliono e nessuno la piglia. Sono proverbi d’altri tempi, che profumano di lenzuola di bucato stese al sole e di matrimoni combinati. Di ragazze il cui unico destino era trovarsi un marito: colei che aspettava troppo a scegliere, o che aveva la madre troppo protettiva, finiva per ritrovarsi, sommo disonore per l’epoca, zitella.

Chi fosse questa sora Camilla, non si sa. Nel Nord, come riferisce mio marito, si usa dire – facendo anche la rima esatta – La bella di Marsiglia tutti la vogliono e nessuno la piglia. Variante: la bella di Siviglia (Franza o Spagna basta che se magna, aggiungerei).

A Roma, invece, il motto è diverso: La sora Camilla, tutti la vònno e nessuna la piglia. Secondo alcuni, si allude alla vergine Camilla, donna guerriera del popolo dei Volsci, consacrata a Diana, personaggio dell’Eneide citato anche da Dante. Più probabilmente, il riferimento è a Camilla Peretti, sorella maggiore di papa Sisto V. Vedova facoltosa, vantava molti corteggiatori nell’aristocrazia romana, ma a quanto pare non trovò più l’anima genella, e finì i suoi giorni in convento.

Sisto V (1521-1590), detto er papa tosto, originario di Grottammare, realizzò una riforma fiscale e nominò come esattori delle tasse molti suoi compaesani marchigiani, non fidandosi degli esattori romani. Da qui il famoso proverbio Meglio la moglie morta che un marchigiano sulla porta.

Un papa, due proverbi: che volete di più?

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