Crea sito
Pages Menu
RssFacebook
Categories Menu

Posted by on martedì, marzo 6, 2018 in Streghe |

Leghe mentali

Verso la fine della peggior campagna elettorale degli ultimi tempi (non parliamo per ora dei risultati, che sono ancora sotto shock), il capataz leghista Matteo Salvini, stufo di prendersela con gli immigrati, i buonisti, l’Islam e Laura Boldrini, ha improvvisamente deciso di rivolgere i suoi strali contro una delle più potenti multinazionali del mondo: la Disney. Rea di progettare (o almeno di non escludere) che Elsa, la protagonista del cartone Frozen, possa – nel seguito previsto in uscita nel novembre 2019 – avere una relazione sentimentale con una donna. Anatema! Tuoni e fulmini! Si sono aperte per pochi giorni le cateratte dell’omofobia nazionale. Siamo certi che gli sceneggiatori Disney non mancheranno di consultare telefonicamente Don Matteo S., prima di concretizzare nuovi sviluppi narrativi.

Certo, ha il suo fascino (perverso) vedere leader politici in campagna elettorale che si occupano non dei problemi reali, ma di quelli immaginari, anzi, dell’immaginario. Che noia fare promesse, programmi, proposte su scuole, ospedali, lavoro, povertà, pace … quando invece è molto più divertente, da bravi fan, discutere di coppie e shipping.

Proviamo a immaginare i politici del passato a farsi queste seghe (pardon leghe) mentali:

2007, Tony Blair: “Sia chiaro, Hermione Granger deve mettersi con Harry Potter!”

1983, Ronald Reagan: “Skywalker deve dar retta a suo padre e unirsi all’Impero.”

1965, Charles De Gaulle: “Perché non danno mai la pozione magica a Obelix?”

1942, Franklin Delano Roosevelt: “Non è giusto che Ilsa se ne vada con Laszlo invece di rimanere con Rick.”

1923, Giacomo Matteotti: “Zeno, ti sbrighi o no a smettere di fumare?”

1844, Karl Marx (nota a margine dei Manoscritti economico-filosofici): “Povera Constance! La dialettica storica preferirebbe che si sposasse con D’Artagnan!”

1827, Papa Leone XII (motu proprio): “Ma perché non dicono mai il nome dell’Innominato?”

1774, Giuseppe d’Asburgo: “Werther, ma che t’ammazzi a fare? Con tutte le belle ragazze che ci sono in giro!”

1615, Filippo II di Spagna: “Volevo leggere altre avventure di Don Chisciotte, perché farlo morire?”

1597, Elisabetta d’Inghilterra: “Romeo e Giulietta devono vivere per sempre felici e contenti!”

E così via …