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Posted by on sabato, aprile 13, 2019 in Streghe |

Madama Lappala

Dice la leggenda, che probabilmente risale al Medioevo, che sulla strada tra Terni e Miranda, di notte, c’era una figura femminile vestita di bianco che fermava i viandanti, specialmente su giovani maschi. Poi li seduceva, li invitava a fare l’amore con lei, e alla fine dell’atto li strangolava, come la mantide religiosa che si dice divori il maschio dopo l’accoppiamento. La strada fra Terni e Miranda in effetti è brutta anche oggi, in passato non mancava la possibilità di cattivi incontri con briganti o bestie feroci. Questo fantasma veniva chiamato Madama Lappala, nome di cui si ignora l’origine. Una ricerca su Google mostra che Lappala è una regione della Finlandia orientale, ed anche un cognome. Ma sembra improbabile pensare a contatti tra l’Umbria profonda e la lontana Scandinavia nel Medioevo. Il mito di Lappala ricorda quello greco delle Lamie, mostri o fantasmi femminili che rapivano i bambini e seducevano i giovani uomini, allo scopo di divorarne la carne e berne il sangue. Come sempre, questi miti hanno una loro funzione nella cultura patriarcale, fungono da ammonimento per i maschi perché evitino le donne fuori dagli schemi, troppo indipendenti: dietro ogni donna che prende l’iniziativa e ragiona con la propria testa può esserci una pericolosa vampira seduttrice. Ogni epoca e ogni luogo ha le sue: a Milano, nell’Ottocento, furoreggiava la leggenda della Dama in Nero del Parco Sempione, fantasma velato che dopo l’amplesso si toglieva il velo rivelando un teschio con le orbite vuote.

Nota finale: si pronuncia Lappàla, e non Làppala, che potrebbe essere un imperativo rivolto a un gatto quando gli si dà la ciotola di latte.