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Posted by on venerdì, maggio 21, 2021 in Midrash |

Omaggio A Bob Dylan – Desolation Row (terza strofa)

 Torna la Desolazione! Giorgio Guelmani insiste nel commentare, verso per verso, l’enigmatica “Desolation Row” di Bob Dylan. 

1      Now the moon is almost hidden
The stars are beginning to hide
The fortunetelling lady
Has even taken all her things inside
5      All except for Cain and Abel
And the hunchback of Notre Dame
Everybody is making love
Or else expecting rain
And the Good Samaritan, he’s dressing
10     He’s getting ready for the show
He’s going to the carnival tonight
On Desolation Row

1-4. Ora la luna è quasi nascosta, le stelle cominciano a nascondersi. La signora che legge la fortuna ha persino portato dentro tutte le proprie cose.

Potrebbe essere una banale descrizione dell’alba (così la interpreta DADG: “mentre l’alba sta uccidendo la luna, e le stelle sono quasi nascoste”), ma sicuramente c’è sotto qualcosa di più, e di peggio. Altrimenti perché l’indovina (che dovrebbe saperne di più degli altri, e svolge i suoi commerci di notte) starebbe portando dentro le proprie cose? Come vedremo nei prossimi versi, si sta preparando una perturbazione temporalesca. TSJ traduce hidden hide con sparita sparire, accentuando il sapore catastrofico della scena. Cfr. Matteo 24: 29 (“la luna non darà più il suo splendore, le stelle cadranno dal cielo”), o Apocalisse 6: 12-13 (“la luna diventò tutta come sangue, le stelle del cielo caddero sulla terra”).

5-8. Esclusi Caino e Abele, e il gobbo di Notre Dame, tutti stanno facendo l’amore, o altrimenti stanno aspettando la pioggia.

Anche in questa quartina, DADG attenua la portata del fenomeno atmosferico in arrivo, chiosando (per esigenze di rima) “aspettando che venga la pioggia ad annacquare la gioia ed il dolore”. Compaiono qui altri tre personaggi dell’immaginario: due dalla Bibbia (Caino e Abele), uno dalla letteratura (Quasimodo, il Gobbo di Notre Dame). Un commentatore americano sostiene che il comportamento di “tutti” rappresenta i possibili modi di affrontare un cataclisma imminente: o annegare le preoccupazioni nell’edonismo (fare l’amore), o prepararsi con fatalismo al Diluvio inevitabile. Ne restano fuori Caino e Abele, prigionieri della loro faida familiare nei rispettivi ruoli di carnefice e vittima, e il Gobbo. Chi è nato dopo il 1990 associa il Gobbo di Notre Dame al cartone animato Disney, che pur non nascondendo gli aspetti più cupi della storia (tra cui l’oscurantismo religioso e il razzismo) trasforma la figura del campanaro sciancato, sordo e orbo in un emarginato dal cuore d’oro, che canta e balla coi Gargoyle come Cenerentola coi topini. Dylan ha invece negli occhi il film muto del 1922, interpretato da uno dei suoi attori preferiti, Lon Chaney, assai più tragico nell’ambientazione e soprattutto nel finale (fedele al romanzo di Victor Hugo). Emarginato persino dalla comunità di spostati del Vicolo Desolazione, Quasimodo non trova conforto nel prepararsi al Diluvio, né c’è nessuno disposto a fare l’amore con lui.

9-12. E il Buon Samaritano si sta vestendo, si sta preparando per lo spettacolo. Stanotte andrà al Carnevale, nel Vicolo della Desolazione.

Ecco un altro personaggio che non partecipa all’agitazione generale per il Diluvio imminente: direttamente dalla parabola di Gesù (Luca 10: 29-37)ecco a voi il Buon Samaritano. Facile immaginarselo davanti allo specchio (RDG: si mette in tiro per il Gran Galà) ad aggiustarsi il cravattino: con una sfumatura che lascia pensare a un tocco d’ipocrisia, DADG precisa “sta affilando la sua pietà”. Altri commentatori suggeriscono, invece, che la sua bontà è autentica. Ed è proprio la sua bontà che gli consente di trovare gioia e divertimento (il Carnevale) nel Vicolo della Desolazione. Egli sa che il Diluvio non è l’ultima parola: dopo verrà l’Arcobaleno (l’arcobaleno di Noè sarà citato nella prossima strofa, la quarta), e quindi può permettersi di progettare il futuro, di prepararsi già all’alba per una festa che avverrà la sera dopo. Un’interpretazione alternativa è che fare il bene degli altri, nel Vicolo della Desolazione, ti rende un fenomeno da baraccone, degno di essere esibito al Carnevale.