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Posted by on giovedì, aprile 5, 2018 in New York |

Passando all’altra riva

Durante la nostra settimana a New York, abbiamo avuto l’occasione di varcare il fiume Hudson, che segna il confine tra New York e lo stato del New Jersey.  Nostra figlia, infatti, doveva fare le prove per un film universitario a Jersey City, la seconda città dello Stato. Jersey City si trova proprio di faccia a Manhattan, sull’altra riva del fiume Hudson. Andarci è facile come recarsi a Cologno Nord o a Sesto San Giovanni: si prende una specie di Passante detto PATH a Herald Square o al WTC, e in meno di venti minuti si è sul waterfront, a vedere Manhattan dall’altra parte. La città avrebbe, secondo i recenti censimenti, poco più di 262.000 abitanti, ma quella domenica non ce n’era in giro nessuno. Vialoni immensi come le Avenue di Manhattan, con grandi palazzi (predominanza di grandi banche e assicurazioni), ma tutto deserto, come se la Big Apple fosse stata svuotata da una catastrofe, dalla bomba al neutrone o da un’incursione di zombie. Incredibile poter mangiare un ottimo hot dog in un Five Guys senza dover fare a spintoni. C’è persino un Trump Plaza, in tono minore come tutto il resto. Una bella sorpresa è scoprire che a Jersey City (come nella vicina Bergen) c’è il tram (che chiamano LightRail), modernissimo e sferragliante (sembra un po’ il 14 di Milano). Dopo aver visto New York, i grattacieli sull’altra riva ti sembrano robetta: i più notevoli sono la Goldman Sachs Tower (238 metri e 42 piani, il più alto dello stato) e il Jersey City Urby, che sembra una pila di scatole appoggiate male una sull’altra e ha l’aria di voler cadere da un momento all’altro. La cosa più bella da vedere è il waterfront, il lungomare da cui si ammirano i grattacieli di New York, e un po’ in lontananza Ellis Island e la Statua della Libertà. L’icona più spettacolare della città è il Colgate Clock, l’orologio della Colgate, risalente al 1924 e sopravvissuto alla delocalizzazione del quartier generale della nota ditta. Un bell’orologione ottagonale di 15 metri di diametro, che si vede anche da Battery Park. Per gli appassionati: è la città natale del chitarrista jazz Al Di Meola, dell’editrice miliardaria Martha Stewart, e dei figli di Frank Sinatra (il quale, invece, era nato a Hoboken, la cittadina rivale adiacente).