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Posted by on martedì, giugno 5, 2018 in Politica |

Pleonasmo rafforzativo

Dal greco pleonasmos (esagerazione) significa introdurre in una frase parole o elementi grammaticali inutili, in quanto non necessari per chiarire un qualcosa già evidente. Tipo uscir fuori, o porco maschio. Il porco maschio entra in un’espressione dialettale non solo umbra – diffusa anche a Rieti e altrove – ovvero (scusate gli asterischi) – inc**ata a porco maschio. Può avere significato proprio (pratica sessuale anale non gradita), o traslato (fregatura, imbroglio). Qui il pleonastico è anche rafforzativo: non si tratta di una semplice inc**ata, ma chi la fa ci mette un surplus di rabbia, protervia, voglia di far male all’altro. Vien da visualizzare un maiale in calore che, per soprammercato, attenta anche alle tue parti basse e sporca dappertutto.

Qualcosa di più di una bella fregatura: è la sensazione che, a parer mio, dovrebbero provare tutti coloro che – partendo da posizioni di sinistra – hanno votato Cinquestelle a marzo, nel trovarsi ora i propri beniamini al governo – e in posizione subalterna, nonostante avessero il doppio dei voti – con la Lega. Ruspe, flat tax, omofobia, e via dicendo. Pensavamo che – con la Casaleggio & Associati – i Cinquestelle ci avrebbero trascinato in un nuovo 1984, e invece – tanto per restare con Orwell – ci hanno regalato la Fattoria degli Animali.

Coi maiali al governo, e che si scatenano a porco maschio.