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Posted by on sabato, maggio 9, 2020 in Wurstel |

Podopornografia

Quando mia figlia cominciò le elementari, non c’erano gli attuali smartphone (che mio marito raccomanda di chiamare “furbofoni”) dotati di fotocamera, videocamera, navigazione in Rete e decine di sofisticate applicazioni che oggi ci sembrano esistere da sempre. Sembra incredibile, ma quando si andava a mangiare con parenti, amici e colleghi, i telefonini rimanevano dormienti sul tavolo, pronti a squillare solo in caso di reale emergenza, non da consultare compulsivamente a discapito della conversazione. Imparato faticosamente a scrivere, Arianna scoprì che era divertente impadronirsi del cellulare della mamma, pigiare i tasti un po’ a caso e fare begli scherzetti. Avvenne così che, una sera che eravamo in pizzeria con le compagne di scuola e i rispettivi genitori, Arianna e le sue amichette presero possesso di qualche cellulare incustodito (tra cui il mio) e della funzione più avanzata e affascinante, l’SMS. In particolare, Arianna setacciò sistematicamente la mia rubrica e inviò a perfetti (per lei) sconosciuti laconici messaggi del tipo CULO, MERDA e CACCA MOLLE (che per i settenni di allora era l’Offesa Suprema, un po’ come dare oggi ad uno del fascioleghista). Fu così che, qualche ora dopo, cominciarono ad arrivarmi chiamate stupite, indignate, preoccupate di miei contatti che avevano ricevuto tali messaggi e pensavano fossi andata fuori di testa. Uno addirittura – non era un conoscente, ma un numero che Arianna aveva digitato a casaccio, baciata dalla fortuna del principiante – mi rimproverò di avergli mandato in crisi il matrimonio perché la moglie, intercettato il messaggino, lo aveva accusato di avere un’amante con cui si scambiava oscenità in codice.

Sono passati quasi vent’anni, i cellulari sono più multitasking e i bambini nativi digitali scafati. La settimana scorsa ho ricevuto su Whatsapp – oltretutto da una collega non molto amica, di cui non avevo il numero in rubrica, una stranissima foto, che a prima vista sembrava oscena. Ho istintivamente risposto Chi sei? pronta a bloccare l’eventuale maniaco. Prontamente la collega si è scusata, dicendo che il nipotino (che presumo in età da scuola materna) le aveva fregato il furbofono per fare scherzi. Ho riguardato un po’ meglio l’immagine, e fortumatamente non si trattava di pudenda, ma del primo piano di un piede. Comunque spiazzante. Del resto, si sa che esistono i feticisti dei piedi. Decenni fa, sulle bancarelle di Milano si trovava un libro della leggendaria editrice De Vecchi dal titolo L’erotismo dei piedi cinesi.