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Posted by on mercoledì, dicembre 26, 2018 in Fede, Politica |

Red Christmas Playlist 4 – The Rebel Jesus

Prosegue la serie di post realizzati da Giorgio Guelmani e dedicati a canzoni di Natale alternative. Le tre precedenti il 23, 24 e 25 dicembre. Enjoy!

Oggi ce ne torniamo in California e ascoltiamo questa canzone di Jackson Browne (nato nel 1948), cantautore West Coast, che potremmo definire come un Neil Young meno camaleontico e versatile. Tra le sue canzoni più famose, Take it Easy (portata al successo dagli Eagles) e The Road (scritta da Danny O’Keefe), tradotta in italiano da Ron (Una città per cantare). Molto impegnato sul fronte ambientalista e pacifista, nel 1979 fu tra i promotori del MUSE (Musicians United for Safe Energy) e del grande concerto antinucleare No Nukes, a cui presero parte anche David Crosby, Neil Young, Bruce Springsteen, James Taylor e altri. Browne si può definire un “ecologista pagano” e la canzone che meglio esprime la sua visione del mondo è Before the Deluge (che fu interpretata anche da Joan Baez), che preconizza una catastrofe ambientale causata dall’avidità e dall’incuria umana. La ballata che proponiamo oggi si inscrive in questo filone, mescolando al meglio le tematiche della denuncia dell’ipocrisia religiosa, della protesta ambientalista e della rivendicazione della figura di Gesù di Nazaret come ribelle. L’arrangiamento musicale è fortemente celtico, tant’è vero che la canzone uscì per la prima volta nel 1991, interpretata dai Chieftains (gruppo folk irlandese) nell’LP The Bells of Dublin. Browne l’ha poi ripresa nella sua raccolta del 1997 The Next Voice you Hear: The Best of Jackson Browne. Ecco il testo, seguito dalla mia traduzione:

The streets are filled with laughter and light
And the music of the season
And the merchants’ windows are all bright
With the faces of the children
And the families hurrying to their homes
As the sky darkens and freezes
Will be gathering around the hearths and tables
Giving thanks for all God’s graces
And the birth of the rebel Jesus

They call him by the “Prince of Peace”
And they call him by “The Saviour”
And they pray to him upon the sea
And in every bold endeavor
As they fill his churches with their pride and gold
And their faith in him increases
But they’ve turned the nature that I worshipped in
From a temple to a robber’s den
In the words of the rebel Jesus

We guard our world with locks and guns
And we guard our fine possessions
And once a year when Christmas comes
We give to our relations
And perhaps we give a little to the poor
If the generosity should seize us
But if any one of us should interfere
In the business of why there are poor
They get the same as the rebel Jesus

But pardon me if I have seemed
To take the tone of judgement
For I’ve no wish to come between
This day and your enjoyment
In this life of hardship and of earthly toil
We have need for anything that frees us
So I bid you pleasure and I bid you cheer
From a heathen and a pagan
On the side of the rebel Jesus.

Le strade sono piene di risate e di luci / e della musica di stagione. / E le vetrine dei negozi sono tutte illuminate / dalle facce dei bambini. / E le famiglie si affrettano verso le proprie case / mentre il cielo si oscura e si raffredda./ Si raduneranno attorno ai focolari e alle tavole / rendendo grazie per tutti i doni di Dio / e per la nascita del ribelle Gesù. / Lo chiamano “il Principe della Pace” / e lo chiamano “il Salvatore” / e lo invocano quando vanno per il mare / e in ogni audace impresa./ Riempiono le sue chiese col loro orgoglio e il loro oro / e la loro fede in lui aumenta / ma hanno trasformato quella natura che adoravo / da un tempio a una spelonca di ladroni / per usare le parole del ribelle Gesù. / Sorvegliamo il nostro mondo con serrature e pistole / e sorvegliamo le nostre preziose proprietà / e una volta all’anno quando viene Natale / facciamo regali ai nostri parenti e amici./ E magari diamo un qualcosina ai poveri / se la generosità ci afferra. /Ma se qualcuno di noi dovesse interferire / nel meccanismo che crea la povertà / farebbe la stessa fine del ribelle Gesù./ Ma perdonatemi, se vi sembra / che abbia assunto un tono di giudizio./ Perché non ho voglia di mettermi in mezzo / tra questo giorno e la vostra gioia. /In questa vita di avversità e di fatiche terrene / abbiamo bisogno di qualunque cosa che ci liberi./ Quindi vi auguro piacere e gioia / in quanto ateo e pagano / che sta dalla parte del Gesù ribelle.