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Posted by on domenica, settembre 8, 2019 in Arti Marziali |

Social Fight Club

Da assidua praticante di arti marziali, qualche volta mi illudo che Facebook debba funzionare come un dojo. Regole precise, volontà di migliorare e migliorarsi, autocontrollo, intervento di persone autorevoli se le situazioni degenerano, soprattutto rispetto per tutte e tutti, specialmente gli avversari. La realtà è che funziona più come un Fight Club di periferia, dove la gente va per il gusto di menare, sfogarsi, tirare colpi bassi là dove più male. Purtroppo succede non solo con gli haters o i troll di professione, ma ancvhe tra i “nostri”. Molti amano atteggiarsi a custodi di un rigidissimo codice di correttezza politico – linguistica che poi sono i primi a violare. Basta un fraintendimento e subito piovono le peggiori accuse. E i fraintendimenti sono facili perché uno magari scrive in fretta, e soprattutto non ci si vede in faccia, quindi non c’è l’ausilio della gestualità o della prossemica. Eppure, prima di sparare a zero, basterebbe un messaggio in privato per chiedere chiarimenti. In alternativa, vale sempre la regola di pensarci dieci volte prima di scrivere, e di evitare di puntare il ditino su ogni minuzia.

Anche perché, ragazzi, lasciatevelo dire: volete fare il Fight Club, ma non siete belli come Brad Pitt.