Crea sito
Pages Menu
RssFacebook
Categories Menu

Posted by on mercoledì, luglio 4, 2018 in Wurstel |

Il somaro e la ghiandola

Un tema che non passa mai di moda è quello delle diete. Nei nostri paesi ricchi, dove (almeno per ora) c’è più obesità che denutrizione, e dove uomini e (soprattutto) donne sono bombardati da modelli inarrivabili di forma e di snellezza a cui conformarsi, la dieta è sempre all’ordine del giorno. Di diete ne esistono migliaia, dalle più serie alle più ciarlatanesche, dalle più severe alle più indulgenti. Una dieta particolarmente radicale è quella del digiuno totale, ben conosciuta dai nostri antenati del contado umbro. Un detto recita infatti Povero somaro mio, quando si era abituato a non mangiare, è morto. Un sobrio ammonimento – attuale in tempi di austerità imposta e autoimposta – che c’è un limite al taglio dei costi e alla compressione dei salari.

Il digiuno totale, invece,  è patrocinato, come stile di vita, dai cosiddetti bretariani (dall’inglese breatharians, che si potrebbe tradurre anche con respirariani). Costoro sostengono che l’essere umano avrebbe in sé la capacità di sopravvivere senza cibo né acqua, nutrendosi del proprio respiro, della luce solare, del prana (energia di luce condensata nell’etere), o del Ch’i (l’energia cosmica che tutto regge). Vengono citati gli esempi di mistici cattolici come la Beata Elisabetta di Reute (morta nel 1420) che si astenne dal cibo per 15 anni, santa Ludovica di Schiedam (morta nel 1433) per 28 anni, san Nicolao di Flue (morto nel 1487) e la Venerabile suor Domenica di Paradiso (morta nel 1553) per 20 anni. Va ricordato che le pochissime volte che qualcuno di questi ciarlatani ha accettato di sottoporsi a un test scientifico serio, è stato sbugiardato, in un modo o nell’altro. Alcuni sono stati sorpresi con la casa piena di scorte di cibo, o ad abbuffarsi di cheeseburger e Coca Cola; altri – più onesti, o più stupidi – hanno portato avanti l’esperimento sino a sfiorare la morte per inedia. Tra le giustificazioni pseudoscientifiche del bretarianismo, alcune coinvolgono la ghiandola pineale: solo attivandola nel modo “giusto” si potrebbe arrivare a nutrirsi di respiro o di luce (sottinteso: chi imbroglia, o muore, non aveva padroneggiato bene la complessa tecnica). Tale ghiandola appartiene all’epitalamo del nostro cervello e, tra le altre cose, regola il ritmo circadiano (luce / buio). Per René Descartes era la sede principale dell’anima, mentre Helena Blavatzky, la fondatrice della teosofia, l’ha identificata con l’occhio di Shiva della tradizione induista un vero e proprio “organo della visione spirituale”. Alcuni si spingono a dire che in ogni essere umano la Ghiandola Pineale o terzo occhio può essere attivato a frequenze del mondo spirituale e vi permette di avere il senso della conoscenza del tutto, dell’euforia divina e dell’unità intorno a voi. La ghiandola pineale, una volta sintonizzati su frequenze proprie con l’aiuto della meditazione, yoga o vari esoterici metodi occulti, permette ad una persona di viaggiare in altre dimensioni, popolarmente conosciuti come viaggio astrale o proiezione astrale o visione remota. Con la pratica avanzata e i metodi antichi è anche possibile controllare i pensieri e le azioni di persone nel mondo fisico. Poteva mancare una bella Teoria del Gombloddo? Ovviamente no. Un sito chiamato La pazienza è finita ci informa che è in corso una guerra occulta alla ghiandola pineale, condotta prima dai nazisti, poi dai sovietici, ora da organizzazioni segrete non meglio definite. Come tutti sanno, infatti, se si disattiva la sede dell’anima, questa disconnette la nostra unità con il nostro Dio e la potenza della nostra fonte di spiritualità e ci trasforma in uno schiavo mondano di società segrete, di organizzazioni occulte che controllano mostruosamente il mondo delle imprese. E quale sarebbe l’arma principale per disconnetterci dal Divino? Il fluoruro di sodio, contenuto in acqua minerale, dentifrici, chewing-gum, bevande gassate, bastoncini di pesce, tè in bottiglia, Gatorade … (certo, alcune di queste cose non fanno proprio benissimo).

Come si vede, in fatto di complottismo i nostrani Fusaro o Anti-Gender hanno ancora molto da imparare. E poiché la Ghiandola Pineale deve il suo nome alla somiglianza con una pigna, possiamo concludere che certa gente ha proprio le pigne in testa.