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Posted by on sabato, luglio 10, 2021 in Scuola e dintorni |

Tradizionali saluti di fine anno scolastico

Da molti anni la mia collega e amica Barbara Pozzi condivide con un piccolo gruppo di insegnanti le sue impressioni sull’anno scolastico appena trascorso, in forma di resoconti semiseri. Quest’anno Barbara ha accettato di condividerle anche tramite il Blog, e per questo la ringrazio affettuosamente. Sono di Barbara anche le tre bellissime illustrazioni che corredano l’articolo.

Ed eccoci finalmente ai tradizionali saluti finali a tutto il gruppo vicino e lontano ed ai membri onorari. Non ricordo di che origine sia il detto che consiglia, prima di agire, di “lasciare depositare la polvere”, ma credo sia una buona metafora per lasciare depositare la fatica di quest’anno scolastico: fisica ma soprattutto mentale. Ne abbiamo viste di tutti i colori! Si sono avverati i peggiori incubi dell’insegnante, quelle situazioni che abbiamo sempre utilizzato solo come metafore!

Mi sembra di parlare ai banchi.

Macché mi sembra, ho proprio fatto lezioni in un’aula vuota con l’unica “presenza” dei banchi, sfatando inoltre un altro mito, quello della possibilità che “ancora un po’ che lo ripeto, mi risponderanno pure i banchi!”, ecco, da quest’anno abbiamo la prova scientifica che questo fenomeno non avviene.

Parlare con lui è come rivolgersi ad un armadio, o sedia o altro elemento d’arredamento

…bè, in effetti, la circolare parlava di telecamera accesa non specificando l’orientamento, quindi anche in questo caso la metafora si è concretizzata in scorci di librerie, angoli di tavolo, porzioni di armadio: più che una classe a volte sembrava di avere davanti il catalogo dell’Ikea!

Ah, forse sarebbe meglio far lezione a sua madre/padre!

Lo abbiamo fatto! Complice il lavoro forzato da casa di molti genitori, o purtroppo la mancanza di lavoro, ed ecco i nostri studenti trasformati in prestanome di una quantità di genitori che hanno seguito le nostre lezioni; non c’è da stupirsi se poi facevano anche i compiti e partecipavano alle interrogazioni! E alcuni io me li sono immaginati ringiovaniti sull’onda dei loro ricordi scolastici, vogliosi di riprendersi la scena…ma ahimè costretti alla clandestinità dietro il paravento dei loro figli, chissà che pensieri son passati per le loro teste: “Eddai caspita, è facile, la so..”, “Ma cosa ci vuole, parla figliolo!”, “Ma io un figlio così! Io che ero la/il prima/o della classe! Ma da chi ha preso!”…capite perché qualcuno poi non ce l’ha fatta a trattenersi: ” Eh, cosa?! No quattro non me, ehm se, lo merita/o!”…e spegniamo in tempo le telecamere sul successivo dialogo genitore vs figlio.

Quest’anno non ho da raccontarvi gli esami: non avevo quinte. Vi racconto del Piano scuola estate 2021.

Quando è uscito e ho letto i tempi di attuazione mi è venuto il nervoso perché, invece di fare propaganda ed incattivire gli animi, potevano pensarci a febbraio/marzo dando il tempo di progettare meglio, presentare i progetti alle famiglie e coinvolgere gli studenti; ma tant’è, proviamo, perché anch’io avevo bisogno di riconciliarmi con la didattica. Comparsa una asettica circolare quando ormai, a scuola finita, la stragrande maggioranza di studenti e genitori della scuola non ha più pensiero, inizialmente avevo otto iscritti: wow!

“Aspetta, Barbara, qui ci sono coincidenze di nomi coi corsi di recupero, fammi controllare” mi informa la vicepreside.

Uno scappa subito: “No no, mio figlio deve solo recuperare!”.  Altri due restano in elenco ma non si fanno vedere. Due invece partecipano ad entrambi, almeno la prima settimana, convinti che se un corso gli fa bene, magari la doppia dose è meglio, forse facendo confusione fra istruzione e vaccinazione…e però come dar loro torto: l’istruzione è la vaccinazione contro l’ignoranza!

Comunque, anche gli altri tre frequentanti promossi, non si sono iscritti di loro volontà ma sono stati iscritti dalle madri a loro insaputa, in un caso, mi è stato raccontato dal diretto interessato, la mattina stessa della prima lezione si stava tranquillamente adagiando sul divano quando sua mamma gli ha detto che doveva andare a scuola: “Devo ritirare qualcosa?”,

“No, ti ho iscritto ad un corso di matematica!”.

E però, anche se così pochi, alla fine ci siamo proprio divertiti; e per me è stato anche un ulteriore momento di sperimentazione perché la cornice e la presentazione di queste attività didattiche è volutamente di grandissima leggerezza ed allegria ma dietro c’è un processo di studio già di alcuni anni: l’impressione è quella di quei sontuosi pranzi della domenica, tipo arrosto o brasato, casseoula con polenta (non istantanea!), che tu ci lavori per intere mattinate o più e poi l’orda casalinga di affamati spazzola tutto in pochi minuti lasciando il cumolo di piatti e pentole da lavare.

Ora è quindi tempo di sparecchiare, ripulire (e sanificare!), e non far più nulla in attesa che la nuova polvere si depositi durante la calma del letargo estivo…ehm che però se guardo il settore della libreria dedicato alle scartoffie accumulate durante l’anno scolastico ehm lì in effetti di polvere se n’è accumulata troppa, ecco forse lì è meglio dare una pulitina.

Dall’anno scorso avevo introdotto anche le immagini, ebbene confesso che non ho ancora ripreso in mano i pennelli, quindi pesco in quelli realizzati durante l’ultimo anno che mi sembrano interpretare al meglio i diversi stati d’animo, e con essi auguro a tutti una serena estate!

Un caro saluto, Barbara.