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Posted by on sabato, ottobre 12, 2019 in Casoretto e dintorni |

Werner Fugazza e il Berretto Nerazzurro

Fu un colpo di fulmine. Lo vide e si disse: non me ne separerò mai più. Avvenne quel martedì mattina, in via Benedetto Marcello. Werner Fugazza si era preso una giornata di ferie per sbrigare un’incombenza burocratica in zona e, aspettando l’ora di pranzo, bighellonava tra le bancarelle del mercato bisettimanale. Su una di esse, gestita da un cinese dall’aria neghittosa, tra varie cianfrusaglie troneggiava LUI: il più bel berretto nerazzurro che Werner Fugazza avesse visto da decenni. Certo, un osservatore neutrale non avrebbe concesso niente più che un “carino” al berretto, che apparentemente non aveva nulla di speciale. Visiera blu, colorato a strisce nerazzurre, sul davanti un biscione stilizzato. Werner se lo provò: gli calzava a pennello, coprendo strategicamente i capelli grigi. Contrattò brevemente col cinese della bancarella, che invano tentò di fargli acquistare anche un caricatore a forma di Pikachu e un temperamatite con buco pentagonale. Werner indossò il berretto e non se lo levò più. Era così contento che non si accorse dell’uomo che aveva cominciato a pedinarlo. Werner tenne il berretto tutto il giorno, e l’uomo lo seguiva. Lo tenne il giorno dopo, che era mercoledì. Per strada, in ufficio, in piadineria, di nuovo in ufficio, al supermercato, a cena, davanti alla TV per la partita di Champions, e poi a letto. L’uomo lo seguiva ovunque andasse. E così ininterrottamente, fino a domenica. Werener tenne il berretto sulla metropolitana che lo portava a San Siro, lo tenne durante tutta la partita serale, lo tenne nel viaggio di ritorno in metropolitana. E l’uomo sempre dietro. Werner prese la Cinquantacinque per tornare a casa, e posò distrattamente il berretto sul sedile. Scese sovrappensiero, la testa ancora concentrata sugli episodi chiave del posticipo. Solo quando fu in via Falloppio, davanti al portone di casa, si toccò la testa e si accorse che non aveva più il berretto. Il suo urlo di rabbia echeggiò in tutto il Casoretto: MI HANNO RUBATO IL BERRETTO NERAZZURRO!!!

Dal Croppy Boy, il vicino pub irlandese, uscirono alcuni avventori incuriositi e preoccupati. Werner si impadronì di una sedia del dehors, ci salì sopra e cominciò ad arringare la piccola folla che si andava raccogliendo. Descrisse a forti tinte quanto gli era accaduto, facendone l’emblema dell’ondata di criminalità che si stava abbattendo su Nolo, Eolo, Qulo e l’intero Casoretto, portata dalle orde di MauMau in arrivo coi barconi, per colpa dei Buonisti del Governo del Tradimento, pronti a derubare dei loro sudati berretti gli onesti cittadini. Una mano si alzò timidamente tra la folla per interloquire. Colto di sorpresa, Werner interruppe la sua invettiva.

“Mi scusi, ragionier Fugazza, posso farle una domanda?” disse un omino dall’aria insignificante, in cui però l’acuto lettore avrà riconosciuto l’ingegner Scannabue, il vicino di pianerottolo di Werner.

“Sì, ma in fretta, che poi la folla indignata mi si raffredda. E niente discorsi da professoroni, io sono laureato all’Università della Vita.”

“Cosa ha di speciale questo berretto? Al mercato ce ne sono decine uguali.”

“Che domande! Da quando l’ho visto ho capito che era il berretto che ho sempre sognato, un berretto portafortuna!”

“Lei è superstizioso, ragionier Fugazza?”

“Come tutti i tifosi.”

“Allora se lei ha il berretto da martedì, la sera dopo l’Inter avrà sicuramente vinto in Champions.”

“Purtroppo no. Ha giocato benissimo contro il Barcellona, è andata in vantaggio con Lautaro, poi si è scatenato Messi e abbiamo perso con un gol all’ultimo minuto. Ma con onore.”

“E stasera lei è andato allo stadio col berretto?”

“S’intende.”

“E l’Inter ha vinto la partita?”

“Ahimè, la piaga è ancora sanguinante. Ha giocato benissimo contro la Juve. Gol di Dybala, poi Lautaro ha segnato il pareggio su rigore, ma Higuain verso la fine …”

“Quindi ha ancora perso? Mi sa che questo berretto portafortuna porta, come dite voi a Milano … sfiga?”

La risata della piccola folla segnò la triste fine della carriera di Werner Fugazza come agitatore di masse e promotore di pogrom etnici.  Mentre gli astanti si disperdevano, l’ingegner Scannabue si chinò ad accarezzare un cagnolino randagio. Gli sussurrò qualcosa nell’orecchio peloso e il cagnolino partì a razzo.

La mattina dopo, mentre Werner si recava tristemente in ufficio, a testa nuda e rassegnato a farsi sfruculiare dai colleghi juventini e milanisti, il suo dirimpettaio Scannabue – privilegio dei lavoratori autonomi – si svegliò tardi e fece una ricca colazione. Poi, chiusa la porta a quattro mandate, accese il suo ansible e si collegò con il sistema di Boote Nekkar Epsilon. Sullo schermo comparve una pechinese verdolina.

“Buona Fase Bootiana Intermedia, professoressa Cha p’a-sü.”

“Poche smancerie, agente Phi Beta Iota. L’ha trovato?”

Con gesto teatrale, Scannabue esibì il berretto nerazzurro che per cinque giorni era stato sulla testa di Werner Fugazza. La professoressa emise un uggiolio di trionfo. “Il Berretto dei Bau-Sha, finalmente! Il simbolo del potere dell’antica Dinastia che regnò per cinque rukketees (*) su Boote Nekkar Gamma!”

“Andato perduto durante la Rivolta dei Boxer del 617 d.L. (**). Con questo abbiamo dimostrato l’Ipotesi di Haundogh, secondo cui l’ultimo sopravvissuto dei Bau-Sha si portò dietro il Berretto fuggendo nei Sistemi Esterni Depressi. Devo ammettere che è stata determinante la collaborazione dei nostri Infiltrati Irregolari (noti ai terrestri come Randagi o Bastardini), e soprattutto la casuale somiglianza tra i colori e i simboli della Dinastia Bau-Sha e quelli di una squadra di calcio …””

“Mi racconterà la storia un’altra volta, agente. Non oso pensare a cosa sarebbe successo se il Berretto fosse finito tra le zampe dei Legittimisti Baushani, o peggio ancora dei deplorevoli Furetti di Aldebaran (che il Bosone di Frosslass li sottoponga a ripetuto bombardamento neutrinico!). Sarebbe stata la destabilizzazione dell’intero sistema di Boote! Ora potremo esporre il Berretto dove merita, nel Museo di Epsilon. Prevedo un significativo incremento del turismo, e ripercussioni positive sul Prodotto Interno Lurido.”

Vi risparmiamo i più banali dettagli pratici. Basti dire che nel giro di poche ore un Corriere Intergalattico Espresso recapitò il Berretto su BNE, e una sostanziosa somma fu accreditata sul conto di Scannabue presso la Cassa Rurale di Cassiopea. Il tutto esentasse, ma si sa, l’evasione fiscale è una piaga anche a livello intergalattico.

(*) Cinque rukketees equivalgono a 475 anni terrestri, più un fine settimana.

(**) d.L. = dopo Lessy. Alcune culture del Sistema di Boote adottano un calendario basato sull’anno di nascita della Predicatrice Lessy, una Rough Collie della quale i fedeli attendono il Ritorno A Casa.