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Posted by on sabato, settembre 28, 2019 in Casoretto e dintorni |

Werner Fugazza e i Leggeri Veli e Ristorativi

Werner Fugazza odiava il lunedì. Soprattutto odiava la Riunione Motivante del lunedì mattina, istituita ormai da due anni dal nuovo Direttore dell’Ufficio Postale di via Cecilio Stazio, dove Werner da decenni lavorava in quanto Ausiliario Qualificato di Grado Intermedio. La Riunione Motivante cominciava sempre verso le tredici e durava in media cinquantasette minuti, durante i quali tutto il personale dell’Ufficio Postale (ma una volta fu coinvolto anche un cliente che passava lì per pagare un bollettino) venivano precettati, in una saletta gelida d’estate e surriscaldata d’inverno, per contemplare grafici e lucidi, i quali dimostravano, senza ombra di dubbio, che l’Ufficio di via Stazio era in fondo a tutte le graduatorie di rendimento e che tutti quanti dovevano profondere il massimo sforzo per Conseguire gli Obiettivi e Superare il Budget. Al termine dei cinquantasette minuti Werner usciva per la pausa pranzo. Era sempre terribilmente affamato e trovava chiusi i suoi bar preferiti, così doveva accontentarsi di un costosissimo panino hipster alla Norcineria del Blueprint, localino gentrificato e frequentato solo da giovani designer e youtubers emergenti, nessuno dei quali era minimamente interessante a commentare il campionato di calcio. Quel lunedì, giustappunto, veniva dopo un sabato sera in cui l’Inter aveva vinto e stradominato il Derby e Werner avrebbe dato due mesi di stipendio per avere l’occasione di sfruculiare i colleghi milanisti davanti a una birretta. Il Direttore, che abitualmente parlava senza interruzione tutto il tempo, quel giorno aveva ceduto il proscenio a una superiore, la dottoressa Eudossia Ghiringhelli della Direzione Marketing Provinciale. Il contenuto della concione, i lucidi e i grafici erano esattamente gli stessi di ogni altro lunedì, ma la dottoressa – alta, magra, capelli a caschetto – catturava l’attenzione del pubblico, sia per il suo appartenere al genere femminile (i due terzi degli astanti erano maschi, abbrutiti allo stadio Basta Che Respirino), sia per la sua voce e la mimica facciale. La voce ricordava l’indimenticabile Signorina Snob di Franca Valeri, le smorfie quelle di Mr. Bean. Mentre il Direttore – la cui voce monocorde faceva pensare a certi androidi dei film di fantascienza di serie B – era solito concludere in fretta e furia con Bene, andiamo a mangiare, Ghiringhelli si avventurò in una conclusione a effetto. Indicando con aria allucinata un grafico a torta, declamò in tono appassionato: “Numeri, per me, colleghi. Il Bancoposta vive sui numeri, ognuno di essi ha un valore. Propongo che per questa questione e simili, che dovessero capitare, si organizzino periodiche riunioni, e non ci si confronti via mail. Penso fortemente che la qualità del nostro lavoro non debba essere intorbidita da paure tipo impiegatizie ed altro. Auguro a voi leggeri veli e ristorativi per le prossime ore e buona settimana di lavoro!”

L’improvviso silenzio che si fece nella gelida saletta sorprese Werner Fugazza a fantasticare. Vedeva Mr Bean avvolto in sette veli, a compiere l’omonima danza dinanzi a una Signorina Snob che gli infilava biglietti da dieci sterline nelle mutande. Uscì per via Stazio come sotto ipnosi, non aveva neanche più fame. Girò in via Padova, la mente piena di veli, leggeri e ristorativi. Di colpo vide, davanti a sé, due donne avvolte in abiti neri, di schiena.

“Islamiche in burka!” pensò, “che farebbe il Capitano?”

Decise, in quanto riattivato Giustiziere di via Falloppio, di combattere attivamente la musulmanizzazione del Casoretto, quindi di affrontare le due, di strappare i loro veli e di offrirli in omaggio votivo alla Madonnina della Colonna di Piazza Durante: questo sì che sarebbe stato leggero e ristorativo. Prese una delle due. la più mingherlina, per il cappuccio, gridando: “Adesso ve ne tornate in Affiganistan, la sostituzione etnica non passerà!”

Le due si voltarono furibonde. Erano due suore in tunica regolamentare. Appartenevano al Convento delle Piccole Vittime Espiatrici del Redentore Sacramentato di Turro, ed erano di cattivo umore, essendo reduci dalla Riunione Motivante del lunedì, e assai poco inclini al perdono. La più alta gli sferrò un gancio alla mascella, lasciandolo a terra in piena pista ciclabile.

Di ritorno a casa, Werner incontrò sul pianerottolo il suo vicino, l’ingegner Scannabue, e gli raccontò con dovizia di particolari la sua disavventura. Come sempre, l’ingegnere empatizzò, e trovò le parole giuste per rinfrancare Werner. Poi si ritirò nel proprio appartamento da scapolo. Chiusa a quattro mandate la porta e staccato il telefono, tirò fuori dall’armadio il suo ansible e tracciò le coordinate di Boote Nekkar Epsilon.

Sullo schermo comparve un Fox Terrier in divisa grigioverde. “Maresciallo Sobakevich,” disse Scannabue senza preamboli, “la Parola d’Ordine è stata pronunciata, il Berserker è stato attivato!”

“Leggeri Veli e Ristorativi?” chiese Sobakevich, un impercettibile tremore nella sua voce di vecchio militare.

“Leggeri Veli e Ristorativi,” confermò in tono grave Scannabue.

L’ira del Fox Terrier esplose in un ringhio: “Dannati Furetti di Aldebaran, che una Stella di Neutroni li atrofizzi! Ma la nostra risposta sarà all’altezza della loro provocazione, se ne pentiranno!”

“Sempre che non riusciamo a bloccarli in tempo.”

“Speriamo di riuscirci,” concesse il Maresciallo, “altrimenti non oso pensare alle conseguenze. Grazie per la tempestiva segnalazione, agente Phi Beta Iota. E sempre viva la F.I.G.A.!”

Reso il rituale omaggio alla F.I.G.A. (Forza d’Infiltrazione Galattica Autocefala), Scannabue spense l’ansible e preparò con cura la propria camera criogenica (nota ai terrestri come frigorifero) per un meritato sonno ristoratore. Nota bene: ristoratore, non ristorativo!