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Posted by on sabato, dicembre 28, 2019 in Wurstel |

Werner Fugazza e il Natale Sovranista

Ancora una volta, come da tradizione, Werner Fugazza trascorreva le vacanze natalizie con il suo numeroso clan familiare a Perculate di Sopra (nell’amena Val Taleggio). Giunto puntuale la mattina della Vigilia al Casolare Fugazza, ebbe però una brutta sorpresa, non trovando ai posti di comando la matriarca del clan, la formidabile centoquindicenne Nonna Abelarda Fugazza vedova Fugazza. Chiese dov’era e che ne era stato, ed ottenne risposte a imbarazzati monosillabi, sguardi sfuggenti, inviti a cambiar discorso. La vecchia badante di Nonna Abelarda, la siberiana muta Praskovja, se ne stava in un angolo, consumata, più che dal dolore, dall’indignazione. La biscugina Sofronia gli ammannì la Versione Ufficiale Approvata: “Un coccolone improvviso, l’altra settimana, e puf!”, ma con un tono che sapeva di falso lontano un miglio. Fu il piccolo Raoul a rivelargli la verità, appartandosi con lui col pretesto di mostrargli la versione 3.0 del videogioco Inforkalterùn .

“Il mese scorso la Nonna è fuggita con la Zitella Pestagalli, quella della borgata vicina. Da allora vivono nel peccato, girando l’esotica Valfurva. Che scandalo, mettersi con una che ha vent’anni meno di lei! Ne ha parlato in lungo e in largo il sito Perculate News, non l’hai letto?” Werner si ripromise di mettere il sito tra i Preferiti, per non farsi trovare spiazzato alle prossime feste. Poi reagì alla ferale notizia come gli dettava lo stomaco:

“Ma chi dirigerà le operazioni, senza la nostra Matriarca? Chi preparerà la Polenta Prelibata Perculatese?”

“Tranquillo, si occuperanno di tutto don Serapione e il biscugino Fulberto. E soprattutto, non nominare la Nonna né la Pestagalli, se ci tieni alla tua dose di castagne. E non dire a nessuno che ti ho informato io”.

Don Serapione (detto il Mandrillo) e il biscugino Fulberto (già tronista al Grande Sfracello e semifinalista all’Isola dei Fangosi) erano, tra i parenti, i due che stavano più antipatici a Werner, che si consolò ricordando che almeno Don Serapione era già stato iniziato alla Ricetta Segreta della Polenta, e quindi il piatto forte sarebbe stato adeguato alle aspettative.

Le cose cominciarono a diventare strane durante la Santa Messa di Mezzanotte nella Pieve di San Sigismondo Squartato. Don Serapione, già da tempo critico verso “la deriva comunista – buonista – islamista del falso papa Bergoglio”, celebrò secondo il poco conosciuto Rito Azziano (elaborato nel settimo secolo d.C. dalla gloria locale, il Venerabile Azzo da Furlongo), e pronunciò liturgia, passi biblici e omelia in Perculatese stretto. Werner, residente ormai da decenni a Milano, non capì una mazza, come si suol dire, e si limitò a ripetere Amen (anzi, Uman) quando richiesto. Nell’abside troneggiava, come tutti gli anni, il Megapresepe, orgoglio della parrocchia e del paesino. Ma era un po’ diverso dal solito. Maria aveva la faccia di Giorgia Meloni, Giuseppe di Matteo Salvini, gli angeli reggevano uno striscione con la scritta “Pace in terra e negher foeura di ball”.  Il Bambinello assomigliava vagamente – qui si vedeva il contributo del biscugino Fulberto – al figlio della coppia Fedez – Ferragni, e i Magi ai tre difensori centrali della Perculatese 2019-20 (per statuto, la squadra schierava solo autoctoni della Valle). Non c’erano cammelli, né altre stranezze esotiche.

“Bello, vero?” disse Fulberto a Werner, “ma vedrai domani a pranzo.”

E infatti, per la prima volta nella vita di Werner, nel menù mancava il leggendario Capitone alle Castagne, orgoglio di famiglia. “Il capitone, detto anche anguilla,” declamò Fulberto, “è un pesce migratore, che nasce nel Mar dei Sargassi e poi invade i mari europei, come fanno gli africani su invito delle ONG finanziate da Soros. Mangiarlo significherebbe lanciare il segnale sbagliato, incoraggiando la Sostituzione Etnica. Al suo posto, vogliate apprezzare un genuino prodotto nostrano, il Pesce Siluro del Lago Fugazzone, accompagnato dalle squisite Castagne di Perculate di Mezzo!”.

“Fanno schifo,” disse il piccolo Raoul, “erano meglio quelle di Canzo, che preparava la Nonna.”

“Anatema su di te, lentigginoso adolescente!”, gridò don Serapione, alzando il dito ammonitore, “torna nella tua stanza e ti giuro sul Santissimo Rosario del Beato Gerbione di Cazzaghello che non assaggerai neanche una briciola di polenta.”

Il ragazzino se ne salì in camera con la coda tra le gambe, ma un quarto d’ora dopo Werner Fugazza rimpianse di non averlo seguito. Infatti, della mitica PPP (Polenta Prelibata Perculatese), non rimaneva, nei piatti, che il nome. Odore, colore, gusto, impasto: tutto come in un orribile incubo.

“Naturalmente,” proclamò don Serapione, “in nome della difesa delle radici cristiane dell’Europa, abbiamo eliminato il grano saraceno …”

“Sai dove te le puoi ficcare le tue radici cristiane?” gridò Werner. E, senza attendere la risposta del parentado, si alzò e se ne andò. Come tutti sanno, l’insano gesto non prometteva nulla di buono: era più o meno dal 1619 che un commensale non abbandonava il Pranzo di Natale del Clan Fugazza. L’ultima cosa che Werner sentì, prima di andarsene sbattendo il portone, fu la voce del Mandrillo che intonava un esorcismo.

Tre ore dopo, rientrato nella sua casa di via Falloppio, Werner prese il coraggio a due mani e scrisse una letterina, indirizzandola al Fermo Posta di Santa Caterina Valfurva. Diceva così:

Cara Nonna Abelarda, tutto è perdonato. Non possiamo stare senza il tuo Capitone alle Castagne e la tua Polenta Prelibata Perculatese. Portati dietro la Zitella Pestagalli e chiunque tu voglia, ma l’anno prossimo torna da noi, per favore.”

Uscì per imbucare la missiva, portandosi dietro il cagnetto Darkopancev. Sul pianerottolo incontrò il suo vicino, l’ingegner Scannabue. Dopo i convenevoli di rito, l’ingegnere, facendo l’occhietto a Darkopancev, disse: “Se non ha niente da fare, faccia un salto da me, dopo cena. Ho una polenta taragna con la ricetta segreta del mio paese …”.