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Posted by on sabato, settembre 18, 2021 in Wurstel |

Gatti incontinenti

Una delle mie fantasie per la vita dopo il futuribile pensionamento è quella di comprarmi un bel gattone nero. Non sono superstiziosa, il gatto nero ha una sua nobiltà ed esalta il mio lato stregonesco. Mio marito, che non ama i cani, su un gatto non porrebbe veti né avrebbe difficoltà. Mia figlia ha fatto più di una volta la cat-sitter per amici ed è rimasta soddisfatta dell’esperienza. Ho molte amiche  che sono vere e proprie “gattare” e riescono a gestirne da uno a sei, apparentemente senza rovinarsi la vita. Quindi, perché no?

Mi ha un po’ scoraggiato, però, incontrare per strada una conoscente che mi ha raccontato la sua sfortunata vita con due felini. Sono sempre ammalati, non la lasciano dormire la notte, e anziché lasciare le deiezioni disciplinatamente nella lettiera, sporcano ovunque con la loro incontinenza.

Deduzioni da trarre? Primo: nella zona ci sono truffatori senza scrupoli che rifilano gatti difettosi a ignare donne di mezza età. Secondo: la mia conoscente potrebbe appartenere a quell’élite di sfortunati cronici, per i quali sono state scritte le Leggi di Murphy e – in epoche precedenti – varie raccolte di proverbi del tipo:

Chi nass dsgrazié, ni piov in se cul anca a ster a sedé

I desgrazi hin come i scires, adree a vunna gh’en ven des

E il mio preferito: S’a m’met’a fè è capler la zenta la ness senza la testa. (Mio marito sostiene che esiste anche in milanese, ma la Rete dà solo la versione romagnola).

Tutto sommato, meglio pensarci ancora un pochetto.