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Posted by on sabato, novembre 2, 2019 in Mentre Vivo |

Il mitico Thor (valdsen)

Canova (1757 – 1822) sanno tutti chi è, Thorvaldsen (1770 – 1844) da alcuni viene scambiato per un centrocampista danese del Parma. Si tratta comunque di scultori. A Milano, alle Gallerie d’Italia, c’è appunto, in questo periodo, la mostra Canova e Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna, dedicata ad un confronto tra i due grandi scultori, dei quali abbiamo potuto ammirare numerose opere, anche sugli stessi soggetti. Così abbiamo potuto valutare analogie e differenze (a me, e non per nazionalismo, piace più Canova, Thorvaldsen lo trovo troppo di maniera).

Ecco ad esempio le Tre Grazie in versione Canova:

E in versione Thorvaldsen (con Cupido infiltrato):

Mostra molto bella, quindi, che mi sento di consigliare a tutti (per chi non ha sconti, sono 10 euro a cranio: vale la pena anche perché consente di visitare la collezione permanente e il bel Giardino di Alessandro). A un certo punto, però, l’immersione in tanto neoclassicismo ha innescato – in me e mio marito – una reazione che potremmo definire la sindrome anti-Stendhal: per non soccombere all’apollinea bellezza, ci siamo messi a cercare il pelo nell’uovo, in particolare i piccoli errori fatti dai curatori.

Si comincia subito con questa bella Giovane danzatrice, di Thorvaldsen.

La didascalia ci informa con grande precisione sull’epoca di realizzazione:

L’opera fu realizzata prima del 1845: poiché l’eccelso danese morì nel 1844, possiamo situarla con certezza in qualunque momento della sua vita, dai primi vagiti agli ultimi rantoli. Sempre di Thorvaldsen, ecco un tenero bassorilievo in marmo:

Avete letto bene: Venere consola Amore punto da un’ape ante. Ci siamo chiesti per cinque minuti cosa fosse l’ape ante, forse una specie particolarmente perniciosa tipo la zanzara tigre o un’ape ante litteram?

Abbiamo imparato, comunque, che i due grandi scultori erano idolatrati e venerati da un vasto pubblico come calciatori o rockstar di oggi. Bertel Thorvaldsen è stato ritratto innumerevoli volte, sia da giovane che da anziano. Ci sono tele che documentano persino il suo arrivo alla dogana al rientro da un soggiorno in Italia, o addirittura l’eroico sforzo di un gruppo di bufali adibiti a trasportare un blocco di marmo a lui destinato.

Canova, dal canto suo, si è fatto ritrarre in marmo, sedente nell’atto di abbracciare l’erma fidiaca di Giove (no, l’erma fidiaca non c’entra niente con l’ermo colle!)

Un altro cartello posto dai curatori ci ha rivelato la ragione profonda di tanta adorazione per i due Grandi: Sono stati infatti i dominatori della scena artistica del proprio tempo, e con la bellezza delle loro opere sono riusciti a sconfiggere il male, dando conforto all’umanità in perido storico particolarmente difficile per l’Europa. 

Sconfiggere il male, mica bruscolini. Vai, distruggi il male e vai: altro che Lady Gaga e Ronaldo, qui Canova e Thorvaldsen assurgono al livello di Jeeg Robot e Goldrake.