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Posted by on giovedì, maggio 11, 2017 in casalinghe, Casoretto e dintorni |

Quelli che non salutano: storie di condominio

Nel mio condominio, abbastanza grande, è tutto un fiorire di non -saluti. Spesso non ci si saluta perché si è manifestata un’opinione divergente in sede di assemblea condominiale. O anche perché qualcuno viene sospettato di non fare la raccolta differenziata. Basterebbe parlare e chiarirsi, no? Emblematico il caso della mia vicina di pianerottolo.

Spesso la gente indugia con l’ascensore al piano, lasciandolo aperto per parecchi minuti. Oppure vanno su e giù in continuazione. Sono di solito persone in pensione, che hanno molto tempo libero, e magari si attardano a chiacchierare sui pianerottoli. Mio marito, in questi casi, sclera urlando Ascensore! e prendendo a pugni la porta. La cosa si ripete almeno tre volte alla settimana, quindi se si vuole arrivare al lavoro in tempi ragionevoli è necessario sollecitare energicamente. Un giorno, dall’ascnesore bloccato, è uscita la vicina di pianerottolo, che ha dato del maleducato a mio marito. Lui ha civilmente risposto che non si può tenere in ostaggio l’ascensore, visto che tutti ne usufruiscono, e magari qualcuno ha anche fretta. Io ero presente alla discussione, e sono rimasta zitta e muta, ma ciò non è bastato. Dopo quella volta, la signora in questione non mi saluta più, neppure quando le apro gentilmente l’ascensore e le tengo ferma la porta per farla entrare per prima (è una signora anziana, vedova, che cammina col bastone). Non un cenno di saluto né un grazie da almeno tre anni. Uno di questi giorni mi scapperà un pernacchio degno di Eduardo De Filippo.

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