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Posted by on domenica, aprile 5, 2020 in Scuola e dintorni |

Scandalosa Gilda

Come insegnante, il mio sindacato di riferimento è la Gilda. Nato nel 1988, da sempre si batte per la valorizzazione della professione docente, per la scuola pubblica, per il ruolo costituzionale dell’istruzione. Non hanno mai ceduto alle sirene della scuola-azienda e del preside-manager, e questo mi basta. Il nome si richiama a quello delle corporazioni medievali tese alla salvaguardia della “qualità” della professione contro le oligarchie feudali, come si legge su Wikipedia. “Gilda” viene forse dal germanico gelten (valore), o dall’anglosassone gylta (società religiosa). Ma proprio chi cerca il nome del sindacato su Wikipedia deve superare la pagina di disambiguazione, perché Gilda è un nome multisenso e assai evocativo.

Indimenticabile è il film Gilda di Charles Vidor (1946) che consacrò la grande Rita Hayworth nel ruolo omonimo di femme fatale. Difficile non visualizzare, quando si parla del sindacato, la figura di un’insegnante che fuma e canta Amado mio.

Il nome proprio, così sensuale, è la scorciatura dello zitellesco Ermenegilda, derivato dal visigoto Hermenegild (“che ha valore e consistenza”). Per gli appassionati del Martiriologio cattolico, sant’Ermenegildo si festeggia il 14 aprile, in onore di un principe visigoto che fu fatto giustiziare dal padre per avere abbandonato l’Arianesimo.

Scandalosa Gilda è il titolo di un film erotico del 1985 di e con Gabriele Lavia, una torbida quanto banale storia tra un disegnatore di fumetti spinti e una donna dell’alta borghesia romana (Monica Guerritore). A detta della critica, la parte migliore del film è l’inserto a cartoni animati (stile Mary Poppins), intitolato Scandalosa Gilda nel paese di Cazziglia.

Con queste premesse, non vi stupirà quel che sto per raccontarvi. Su Facebook seguo abitualmente le pagine della Gilda di Piacenza (soprattutto) e della Gilda di Venezia, sempre puntualmente informate, di grande aiuto in questo periodo in cui all’incertezza esistenziale del vivere in mezzo a una pandemia si aggiunge quella normativa per noi insegnanti, costretti ad avventurarci nel territorio sconosciuto della didattica a distanza, appesi a ogni di tipo di voce e indiscrezione su quando e come si concluderà questo strano anno scolastico.

Un giorno, mi è venuta la curiosità di controllare se esisteva una pagina FB della Gilda della mia città. ovviamente, ho digitato Gilda Milano. Sorprendentemente, il sindacato è solo al quarto posto nell’ordine dei risultati della ricerca. Al primo posto, stranamente ma non troppo, c’è una signora Gilda Milano che mostra le poppe con un sorriso malizioso e l’invito Vieni qui e divertiti con me caro, contattami al link sottostante. Al secondo posto, una Gilda Milano di Posillipo, persona normale che posta foto di cibo e di un bel bambino sorridente. Al terzo posto, Gilda Milano è una ASD (Associazione Sportiva Dilettantistica) e centro studi sulla scoliosi, fondato nel 1986. Al quarto posto finalmente trovo come immagine di copertina il familiare simbolo del sindacato. Come foto del profilo ha la piazza del Duomo, ma nessun post dedicato a questioni scolastiche. In compenso le informazioni del profilo ci comunicano che il film preferito è Rain Man e una delle pagine seguite ha il bizzarro nome di Suhello Cammello Chebordello. La vera e propria pagina della Gilda di Milano sta al quinto posto, ma posta veramente pochissimo. Da quando è iniziata la quarantena solo un video demenziale con il sindaco di Lucera.

Mi sa che continuerò a seguire la Gilda di Piacenza e Venezia, anche se non è la mia città. E vi consiglio di non contattare Gilda Milano se siete alla ricerca di informazioni normative, didattiche o pensionistiche, altrimenti potreste vedervi offrire ben altre prestazioni …