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Posted by on domenica, maggio 10, 2020 in Fede, Politica |

La preghiera mattutina

“La preghiera del mattino dell’uomo moderno è la lettura del giornale. Ci permette di situarci quotidianamente nel nostro mondo storico”. Così scriveva, più di due secoli fa, il filosofo Georg Wilhelm Friedrich Hegel. E il teologo riformato Karl Barth ebbe a dire che per fare una buona predica occorre avere in una mano la Bibbia e nell’altra il giornale. Che direbbero oggi?

Sono abbastanza anziana per ricordarmi di quando esisteva più di un quotidfiano di sinistra. C’era Il Manifesto, Lotta Continua, il Quotidiano dei Lavoratori, Paese Sera, L’Ora; per i moderati l’Unità, più improbabili fogli come Servire il popolo o effimeri come Ottobre. Tendenzialmente, chi era di sinistra leggeva, con gradi diversi di fedeltà, il suo quotidiano di sinistra preferito. Per chi voleva allargare gli orizzonti, c’erano i giornali “borghesi” come il Corriere della Sera (in area piemontese La Stampa, detta affettuosamente La Busiarda). Poi venne La Repubblica e sostituì l’Unità nel cuore dei sinistri generici, dettando innumerevoli svolte di linea al PCI e successori, ma questa è un’altra storia. Analogamente, chi era di sinistra ascoltava programmi radio d’avanguardia (linea Arbore – Boncompagni) e poi le varie radio locali più o meno militanti. E chi era di sinistra guardava alla televisione programmi di cultura, inchieste, sceneggiati intelligenti, documentari. Varietà? Sì, se c’era un tocco di provocazione o trasgressione, un siparietto di Dario Fo, un qualche cantautore barbuto. I più appassionati si guardavano Berlinguer, Pajetta, Capanna, Castellina o altri a Tribuna Politica.

Oggi si comprano meno giornali, ma ci sono i social network. Guardiamo quindi la timeline di Facebook di un progressista medio. Chi sono i leader politici di cui appaiono faccioni e dichiarazioni più spesso? Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Quali sono i quotidiani di cui vengono riportati i titoloni, le prime pagine, citati gli editoriali? Libero, il Giornale, la Verità. Giornalisti o intellettuali più citati? Vittorio Feltri, Alessandro Meluzzi, Paolo Brosio, Mario Adinolfi, Maria Giovanna Maglie. Personaggi televisivi? Barbara d’Urso, Alessandro Giletti, Michelle Hunziker. Naturalmente, tutti costoro vengono citati, condivisi, ripresi per deplorarne, stroncarne, sfotterne le idee e le affermazioni, ma resta il fatto che sono loro, e non i nostri, a rimbalzare da un post all’altro. Post tipico: Ho guardato Non è l’Arena: un’ora e mezza di Salvini senza contraddittorio! E’ una vergogna! E’ uno scandalo! (Sì, ma non hai nient’altro da fare, nella vita?). Come se negli anni Settanta ci fossimo affollati alle edicole a comprare Il Secolo d’Italia o Il Borghese, e alle tribune politiche avessimo cercato Almirante o Covelli, naturalmente per dirci quanto erano odiosi e pericolosi.

E pensare che molte accreditate teorie sui social network denunciano il rischio della cosiddetta bolla informativa. In sintesi: ognuno di noi tende a vedere solo ciò che rafforza le proprie opinioni precostituite: i progressisti seguono siti e programmi progressisti, i reazionari siti e programnmi reazionari, e così via. Da noi questa bolla funziona in modo singolare e asimmetrico: quelli di sinistra si nutrono di post di destra, mentre ho i miei dubbi che accada il contrario. Non penso che i fascisti leggano (sia pure per stroncarne gli articoli) regolarmente le prime pagine del Manifesto, né che si vadano a cercare in televisione Report, Crozza o Zerocalcare (se c’è qualche destro che legge questo blog, mi smentisca pure). Se se la prendono con uomini (e soprattutto donne) di sinistra, è sempre per augurarsene l’omicidio e/o lo stupro, mai per criticarne le idee. Quindi, chi è di destra diffonde contenuti di destra, e chi è di sinistra … invece pure. Così sono solo i contenuti di destra a girare in Rete, e quindi a dettare l’agenda. E chi detta l’agenda vince, anche se perde le elezioni o cala nei sondaggi. Non è un caso se poi i politici si autoconvincono che “gli italiani” non vogliono lo ius soli o la regolarizzazione dei migranti). Loro saranno reazionari, ma noi siamo solo reattivi. Una delle pagine Facebook più visitate si chiama Leggere i post di Salvini and Friends per sentirsi migliori. Magra soddisfazione.

Insomma, mi sa che questa “preghiera mattutina dell’uomo moderno” è ridotta male. Assomiglia un po’ troppo alla preghiera del fariseo (cfr. Luca 18: 9-14): Signore, ti ringrazio perché non sono come gli altri che sono razzisti, analfabeti funzionali, fascisti, sessisti, comploittari, omofobi … Una preghiera del genere, come diceva Gesù, non edifica e non giustifica.