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Posted by on domenica, luglio 1, 2018 in Libri | 0 comments

L’ultimo arrivato

Marco Balzano, candidato quest’anno al premio Strega (per il libro Resto qui, Einaudi), ha dato un’ottima prova di sé anche in un romanzo del 2015, dal titolo L’ultimo arrivato (vincitore tra l’altro del Campiello). Ninetto, detto Pelleossa, si trasferisce giovanissimo dalla natia Sicilia a Milano, nel 1959. Fenomeno che ora coinvolge i piccoli immigrati, ma che decenni fa riguardava bambini italiani in fuga da miseria e deprivazione. Il protagonista ripercorre gli anni pesanti del lavoro e della fatica e approda, con tutte le sue cicatrici, nella Milano di oggi. Troverà alla fine il suo riscatto, ma al prezzo salato di lacrime amare. Assolutamente da leggere.

Marco Balzano, L’ultimo arrivato, Sellerio.

 

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Posted by on giovedì, marzo 1, 2018 in Libri, Wurstel |

Spoiler alert!

Quasi tutte le edizioni del Principe di Machiavelli (ho sottomano quella dei Grandi Libri Garzanti) riportano anche le altre opere politiche del Segretario fiorentino. Prima di tutto ci sono i Discorsi sopra la prima deca di Tito Livio, indispensabile complemento al Principe, che parla diffusamente delle virtù repubblicane. Poi La vita di Castruccio Castracani da Lucca. Infine un’operina di appena otto pagine, ma dal titolo lunghissimo: Descrizione del modo tenuto dal duca Valentino nello ammazzare Vitellozzo Vitelli, Oliverotto da Fermo, il signor Pagolo e il duca di Gravina Orsini.

L’avesse scritto oggi, magari l’avrebbe intitolato La cena di Senigallia. Evidentemente, nel Cinquecento non avevano paura degli spoiler.

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Posted by on sabato, dicembre 30, 2017 in Libri |

Il viaggiatore e il chiaro di luna

La vita, la morte e un insolito viaggio di nozze in un’Umbria tellurica e ricca di misteri. L’originalità dello scrittore ungherese Antal Szerb (1901-1945) nella trama e nelle situazioni che descrive accalappia i lettori più attenti e profondi con temi giocati sul filo dell’ironia, a tratti onirici, ma con un finale ricco di saggezza. Purtroppo l’autore non ha raggiunto la maturità di vita, perché la sua esistenza è terminata nel campo di concentramento di Balf.

Antal Szerb, Il viaggiatore del chiaro di luna, edizioni e/o.

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Posted by on martedì, novembre 14, 2017 in Libri |

Scuola di buone maniere

Un episodio banale, successo sabato scorso. Rincasando di sera, io e mio marito abbiamo tenuto fermo il portone di casa a una giovane coppia che abita sul nostro pianerottolo, al quarto piano. Per tutta risposta, quelli sono corsi all’ascensore senza aspettarci, sbattendoci in faccia la porta dello stesso. I problemi dell’umanità, naturalmente, sono ben altri; ma sappiamo tutti che vivere con un pizzico in più di cortesia non farebbe male. La faccenda non è circoscritta ai giovani, sarei una bella bacchettona se lo pensassi. Nel nostro quartiere,  amabili vecchiette ti passano davanti in fila senza dire beh, dal panettiere o dal medico. Ce n’è stata una che, una volta, ha vomitato una serie di improperi a mio marito, che l’aveva inavvertitamente urtata scendendo dall’autobus, e si era pure scusato. Noi italiani siamo molto maleducati, lo noto andando all’estero (Francia, Germania, New York), dove la maggioranza della gente, di tutte le età e di tutti i ceti sociali, è abituata a dire “buongiorno”, “buonasera”, “scusi”. Spesso gli italiani all’estero si rivolgono con parolacce a commesse o ragazze che distribuiscono volantini, pensando di non essere capiti (ne sa qualcosa mia figlia, che ogni tanto fa lavoretti del genere). Per questo motivo ho deciso di sacrificare alcune ore di grammatica per far leggere ai miei studenti di prima un estratto del libro Galateo per tutte le occasioni (di Sabrina Carollo, edito da Giunti). Una parte finale del libro si chiama Dizionario delle cafonate: insegna le più elementari buone maniere, con qualche punta di sciccheria, e ricorda anche norme di rispetto universali. Cito testualmente da pagina 252: “Ridere di qualcuno. Si ride con gli altri, mai di loro.”

galateo

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Posted by on sabato, settembre 9, 2017 in Libri, Streghe |

Il segno del comando

Adesso le fiction della Rai sono inguardabili. Quando ero ragazzina, negli anni Sessanta e Settanta, si chiamavano sceneggiati, erano in bianco e nero, gli attori sapevano recitare, e le storie erano avvincenti. Uno dei miei preferiti era Il Segno del Comando, andato in onda nel 1971, in sei puntate. I misteri del soggiorno romano di Byron, i destini di Ilario Brandani e Marco Tagliaferri, l’enigma del Salmo XVII (non quello biblico) tennero incollati allo schermo milioni di italiani. Ricordo che nella mia città, a Terni, la gente non parlava d’altro. Specialmente fece scalpore la terza puntata, alla fine della quale c’era una seduta spiritica. I giornali avevano annunciatro il fatto in anticipo e la gente la aspettava spasmodicamente. Io stavo preparando l’esame di terza media, e mia madre mi impedì di vedere la puntata, temendo che potesse turbarmi e farmi perdere il sonno. Quando ho rivisto la puntata della seduta spiritica, molti anni dopo con mia figlia Arianna, lei si mise a ridere. Aveva quattordici anni, come li avevo io quando la puntata andò in onda. Nonostante tutto, la storia regge ancora bene anche a quarant’anni di distanza. Dalla sceneggiatura è stato tratto, nel 1987, un libro, scritto da Giuseppe D’Agata, che ho fortuitamente trovato qualche mese fa su una bancarella del mercato, a soli due euro. Sorprendentemente, il libro è anche meglio dello sceneggiato. Se non siete fortunate come me, cercate almeno il cofanetto con due DVD, pubblicato da RaiTrade e Fabbri editore nel 2009. Buona visione!

ilsegnodelcomando

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Posted by on venerdì, giugno 9, 2017 in Libri, Streghe |

Ombre del male

Una sonnacchiosa sede universitaria nel New England. Una coppia tradizionale, ma non troppo, lui professore universitario, lei casalinga. Una vita apparentemente tranquilla, da cui fa capolino lo spettro che affligge l’immaginario statunitense: l’ombra della stregoneria. Dalla caccia alle streghe iniziata a Salem nel 1690 (immortalata da Arthur Miller nel Crogiolo), alla serie Vita da strega (interpretata da Elizabeth Montgomery, alumna dell’American Academy of Dramatic Arts), al film Ho sposato una strega, al cartone animato Sabrina, ogni tanto ricompare questa paura: quella delle streghe infiltrate tra noi. Una paura che ha avuto anche risvolti politici, come la persecuizone maccartista chiamata, non a caso, “caccia alle streghe”. Il libro di cui sto parlando è stato scritto settant’anni fa da Fritz Leiber (1910-1992) scrittore di fantascienza, horror e fantasy, americano nonostante il nome di ascendenza tedesca. Si legge ancora benissimo, l’autore ha un ottimo stile, diverso dallo stile dozzinale di molta fantascienza: sa dosare la suspence e in certi momenti fa davvero paura. Il libro è difficile da trovare in libreria, ma su Amazon, e magari nei Remainders, si può recuperare.

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